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«Scommesse, altro sta per venire fuori»

Written By Unknown on Selasa, 09 Oktober 2012 | 23.45

Il capo della Polizia Manganelli: «Altri comportamenti scorretti stanno per venire fuori e porteranno a ulteriori risposte, se possibili ancora più clamorose»

ROMA - Le indagini sul calcioscommesse hanno portato alla luce "alcuni comportamenti scorretti che hanno già portato a clamorose risposte", consentendo alle forze di polizia di scoperchiare un sistema. Ma non è finita: altri comportamenti "stanno per venire fuori e porteranno a ulteriori risposte, se possibili ancora più clamorose". Lo dice il capo della Polizia Antonio Manganelli rispondendo ad una domanda sul calcioscommesse nel corso della presentazione della prossima assemblea dell'Interpol che si terrà a Roma.


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Aldair: Non è ancora la Roma di Zeman

L'ex difensore giallorosso: «A mio parere i giocatori non riescono a mettere in pratica quello che il boemo chiede di fare»

ROMA - Inserito nella Hall of Fame della Roma tra i difensori più forti di sempre, Aldair è intervenuto ai microfoni di Radio Manà Manà Sport durante la trasmissione "Tribuna Stampa" spiegando le emozioni provate entrando di nuovo allo Stadio Olimpico: "E' stata una grande emozione. Mi fa piacere essere rimasto nel cuore di tutti. Quando si dimostra sul campo quello che si è capaci di fare paga sempre. Sono molto soddisfatto di quello che ho fatto nei tredici anni di Roma".

ZEMAN - Commentando la partita Roma-Atalanta, ha dichiarato: "Durante il primo tempo, la Roma è stata in grande difficoltà avendo giocato con una squadra molto alta non riuscendo a costruire gioco e lasciando troppi spazi agli avversari. A mio parere i giocatori non riescono a mettere in pratica quello che Zeman chiede di fare. Quando era il mio allenatore è capitato di non inserire in formazione giocatori importanti. Lo ha sempre fatto nella sua carriera, ad esempio tirava fuori Paulo Sergio, un giocatore per noi fondamentale; sono sicuro che quest'anno è tornato per non sbagliare". Interpellato su Francesco Totti ha dichiarato: "Sicuramente non ha più il cambio di passo che ha Lamela ma svaria spesso da una parte all'altra del campo". Sul giovane Castan, Pluto ha detto: "E' un giocatore giovane; l'anno scorso si è fatto notare nel Corinthians ma non è semplice confermarsi soprattutto con un calcio diverso come quello italiano. Sono sicuro che con il passare del tempo possa fare sempre meglio".

OBIETTIVI - Interpellato su dove può arrivare la Roma quest'anno ha dichiarato: "E' una domanda molto difficile perchè il campionato è molto lungo. La squadra è stata completamente ricostruita ma può lottare per il terzo posto".

CONSIGLI - Tra i giovani giocatori brasiliani l'ex difensore giallorosso ha le idee chiare: "Damiao è un attaccante molto interessante che consiglierei. Inoltre nel Corinthians ci sono dei centrocampisti che possono fare bene nel campionato italiano". Infine si è parlato del suo futuro e di un altro illustre ex giocatore brasiliano: "Falcao ha una grande voglia di allenare. Magari un giorno potrebbe arrivare proprio sulla panchina della Roma. Io invece ho preso una strada diversa; sto lavorando come procuratore. Con la società giallorossa i rapporti sono buoni; penso che si possano chiudere buoni affari".


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Genoa-Siena: Sculli, squalifica di un mese

Lo ha deciso Commissione Disciplinare, presieduta da Sergio Artico in merito ai fatti del match del Marassi del 22 aprile scorso, quando i giocatori genoani si tolsero le maglie di gioco e le diedero a un gruppo di tifosi che avevano interrotto il match contestando la squadra e chiedendo la consegna delle casacche

ROMA - Trentamila euro di ammenda per il Genoa, un mese di squalifica per il calciatore Giuseppe Sculli. Lo ha deciso Commissione Disciplinare, presieduta da Sergio Artico in merito ai fatti di Genoa-Siena, del 22 aprile scorso, quando i giocatori genoani si tolsero le maglie di gioco e le diedero a un gruppo di tifosi che avevano interrotto il match contestando la squadra e chiedendo la consegna delle casacche.

LA DECISIONE - La Disciplinare ha deciso di non procedere nei confronti di tutti gli altri deferiti: 15 calciatori rossoblù (Sebastien Frey, Andreas Granqvist, Marco Rossi, Rodrigo Palacio, Giandomenico Mesto, Cesare Bovo, Juraj Kucka, Alberto Gilardino, Davide Biondini, Luis Miguel Pinto Veloso, Jose Eduardo Bischofe, Valter Birsa, Kahka Kaladze, Jorquera Torres Cristobal e Luca Antonelli) il presidente Enrico Preziosi e il dirigente Francesco Salucci.

IL DISPOSITIVO - L'improcedibilita del deferimento, spiega il dispositivo, è stata decisa in applicazione del principio del "ne bis in idem" - che non consente di giudicare due volte un soggetto per una stessa vicenda-, dato che sugli eventi si era già pronunciato, all'indomani della gara, il Giudice sportivo. "Dall'esame della documentazione richiamata emerge, in tutta evidenza, la totale sovrapponibilità tra i fatti di cui al presente deferimento e quelli portati a conoscenza del Giudice Sportivo, che aveva tutti gli elementi per valutare i fatti oggi ascritti ai deferiti". Quanto a Sculli, invece, il deferimento è stato ritenuto "parzialmente fondato", in quanto "dalle intercettazioni emerge la prova delle costanti e prolungate frequentazioni tra l'incolpato ed elementi di spicco della frangia di contestatori autori degli episodi del 22 aprile". Inoltre, secondo la Commissione, risulta che Sculli "assunse il ruolo di portavoce del malcontento della frangia violenta della tifoseria all'interno dello spogliatoio, facendosi portatore, con i compagni di squadra, dei messaggi a contenuto intimidatorio da questa provenienti". "Libero il giocatore di avere le frequentazioni che preferisce e di accettare il rischio delle eventuali conseguenze negative - conclude il dispositivo - quelli descritti configurano, però, comportamenti che violano i principi di lealtà, correttezza e probità che devono improntare i comportamenti dei tesserati e degli atleti nei rapporti comunque riferibili all'attività sportiva". Alla responsabilità di Sculli consegue poi la responsabilità oggettiva del Genoa, ed entrambi sono stati sanzionati.


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Petrucci: Lazio vera sorpresa del campionato

Il presidente del Coni: «Petkovic non lo conoscevo. Per dichiarazioni e immagine sta dimostrando di essere veramente un vincente»

ROMA - "La Lazio è una bellissima realtà e fa bene il presidente Lotito a tenere il volume basso perchè i biancocelesti, da quanto visto in queste prime giornate, saranno la vera sorpresa del campionato". Questo il parere del presidente del Coni, Gianni Petrucci, dopo l'ottimo avvio di stagione della formazione allenata da Petkovic. "Devo fargli i complimenti, non lo conoscevo - ha quindi aggiunto Petrucci parlando del tecnico della Lazio -. Per dichiarazioni e immagine sta dimostrando di essere veramente un vincente. Ovviamente ci potranno essere delle sconfitte però è partito col piede giusto. Si decantano tanti altri tecnici, ma bisogna ammettere che Lotito ancora una volta ha azzeccato la scelta".

ZEMAN-DE ROSSI - Intervenuto questa mattina alla presentazione dei campionati di pallanuoto maschile e femminile di serie A1 presso la Sala Rossa del Foro Italico, Petrucci si è poi soffermato anche sui temi che tengono banco sull'altra sponda del Tevere, quella giallorossa. "La Roma e le polemiche tra Zeman e De Rossi? Io resto al mio posto e dico che hanno ragione entrambi - ha dichiarato il numero uno del Coni - Non credo poi che la questione, che interessa anche Osvaldo, possa provocare problemi alla Nazionale del ct Prandelli". "Non ci saranno ripercussioni, quello degli azzurri è un altro mondo e chi dice che si distraggono non conosce l'ambiente della nazionale e non conosce Prandelli e la sua bella personalità - ha concluso Petrucci - Quando si arriva in nazionale si dimentica di tutto il resto, è una torre d'avorio che non risente dei veleni".


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Buffon: «De Rossi? Dura stare dietro a Zeman»

Il portiere azzurro: «Io conosco da tanto Daniele, so il suo valore e l'apporto che dà a prescindere da ogni problematica con il suo club, noi ce lo abbiamo e ce lo teniamo stretto»

FIRENZE - Buffon sta con De Rossi. E quanto a Zeman, "qualche volta si fatica a stargli dietro". Il capitano della nazionale commenta il caso del centrocampista giallorosso. "L'esclusione di De Rossi domenica mi ha sorpreso, come tutti, forse l'allenatore voleva forze più fresche, stando a quello che ha detto, e quindi ha pensato ad altri giocatori facendo una scelta tecnica. Io conosco da tanto Daniele, so il suo valore e l'apporto che dà a prescindere da ogni problematica con il suo club, noi ce lo abbiamo e ce lo teniamo stretto".

CASSANO, LE PORTE SONO APERTE - "Durante gli Europei non ci sono stati screzi che hanno riguardato Cassano". Così Gianluigi Buffon ha risposto alle voci secondo cui l'attaccante dell'Inter si sarebbe reso protagonista di comportamenti che alla fine gli sarebbero costati l'attuale esclusione in Nazionale anche in virtù del parere espresso dai cosiddetti 'senatorì azzurri, Buffon compreso. "Quali voci? Se uno sta dietro a tutte le voci diventa un problema rispondere - ha continuato Buffon - a meno che queste non abbiano un nome e un cognome e allora si potrà intervenire. In ogni caso escludo che in Polonia ci siano stati screzi con Antonio". Quanto alla sua ennesima mancata convocazione il capitano azzurro ha ammesso: "Non ne sono stupito, nel senso che sono scelte che fa l'allenatore in base alle idee che ha in testa. Ieri Prandelli è stato esauriente dando a tutti una serie di motivazioni. Non mi pare comunque che abbia chiuso alcuna porta in faccia a Cassano, vedremo in futuro".

CORSA SCUDETTO? NOI I PIU' FORTI
- "La mia Juventus è la squadra più forte. Se poi il Napoli dovesse vincere lui lo scudetto, gli faremo i complimenti, ma la mia squadra credo sia la più apprezzata". Così Gianluigi Buffon sulla corsa al titolo che dopo sette giornate vede coinvolti i bianconeri e i partenopei, a pari punti, avversari nella prossima sfida a Torino. "La partita non sarà decisiva perchè siamo all'inizio - ha detto Buffon -. Vero che il Napoli non ha la Champions al contrario di noi ma noi restiamo favoriti. E non cerchiamo alibi. Certo, le sorprese non mancheranno: a parte il Napoli che ormai è una realtà con un allenatore che incide moltissimo, un gioco e un modulo consolidati, una rosa di primordine, c'è la Lazio che sta facendo qualcosa di eccezionale. Questo grazie ad un tecnico che mi pare intelligente, sobrio e parla l'italiano molto meglio di tanti italiani. Poi c'è l'Inter, che è sulla strada del ringiovanimento e se da continuità alle sue prove e ai suoi risultati darà del filo da torcere fino all'ultimo. Il Milan? Le due cessioni eccellenti hanno franato il progetto, qualcuno nel proprio cuore pensava che non potessero essere avallate, io credo però che senza pressioni i rossoneri avranno la possibilità di valorizzare quei 4/5 giovani di talento che hanno. Certo psicologicamente non stanno vivendo una situazione facile - conclude Buffon - anche perchè quando sei abituato a vincere è normale soffrire un inizio così".


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Buffon: De Rossi per l'Italia è una certezza

Il portiere azzurro: «Io conosco da tanto Daniele, so il suo valore e l'apporto che dà a prescindere da ogni problematica con il suo club, noi ce lo abbiamo e ce lo teniamo stretto»

FIRENZE - Buffon sta con De Rossi. E quanto a Zeman, "qualche volta si fatica a stargli dietro". Il capitano della nazionale commenta il caso del centrocampista giallorosso. "L'esclusione di De Rossi domenica mi ha sorpreso, come tutti, forse l'allenatore voleva forze più fresche, stando a quello che ha detto, e quindi ha pensato ad altri giocatori facendo una scelta tecnica. Io conosco da tanto Daniele, so il suo valore e l'apporto che dà a prescindere da ogni problematica con il suo club, noi ce lo abbiamo e ce lo teniamo stretto".

CASSANO, LE PORTE SONO APERTE - "Durante gli Europei non ci sono stati screzi che hanno riguardato Cassano". Così Gianluigi Buffon ha risposto alle voci secondo cui l'attaccante dell'Inter si sarebbe reso protagonista di comportamenti che alla fine gli sarebbero costati l'attuale esclusione in Nazionale anche in virtù del parere espresso dai cosiddetti 'senatorì azzurri, Buffon compreso. "Quali voci? Se uno sta dietro a tutte le voci diventa un problema rispondere - ha continuato Buffon - a meno che queste non abbiano un nome e un cognome e allora si potrà intervenire. In ogni caso escludo che in Polonia ci siano stati screzi con Antonio". Quanto alla sua ennesima mancata convocazione il capitano azzurro ha ammesso: "Non ne sono stupito, nel senso che sono scelte che fa l'allenatore in base alle idee che ha in testa. Ieri Prandelli è stato esauriente dando a tutti una serie di motivazioni. Non mi pare comunque che abbia chiuso alcuna porta in faccia a Cassano, vedremo in futuro".

CORSA SCUDETTO? NOI I PIU' FORTI
- "La mia Juventus è la squadra più forte. Se poi il Napoli dovesse vincere lui lo scudetto, gli faremo i complimenti, ma la mia squadra credo sia la più apprezzata". Così Gianluigi Buffon sulla corsa al titolo che dopo sette giornate vede coinvolti i bianconeri e i partenopei, a pari punti, avversari nella prossima sfida a Torino. "La partita non sarà decisiva perchè siamo all'inizio - ha detto Buffon -. Vero che il Napoli non ha la Champions al contrario di noi ma noi restiamo favoriti. E non cerchiamo alibi. Certo, le sorprese non mancheranno: a parte il Napoli che ormai è una realtà con un allenatore che incide moltissimo, un gioco e un modulo consolidati, una rosa di primordine, c'è la Lazio che sta facendo qualcosa di eccezionale. Questo grazie ad un tecnico che mi pare intelligente, sobrio e parla l'italiano molto meglio di tanti italiani. Poi c'è l'Inter, che è sulla strada del ringiovanimento e se da continuità alle sue prove e ai suoi risultati darà del filo da torcere fino all'ultimo. Il Milan? Le due cessioni eccellenti hanno franato il progetto, qualcuno nel proprio cuore pensava che non potessero essere avallate, io credo però che senza pressioni i rossoneri avranno la possibilità di valorizzare quei 4/5 giovani di talento che hanno. Certo psicologicamente non stanno vivendo una situazione facile - conclude Buffon - anche perchè quando sei abituato a vincere è normale soffrire un inizio così".


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Insigne: «Voglio l'Europeo, Pescara ci aiuterà»

L'attaccante del Napoli: «Dobbiamo battere la Svezia e il pubblico di Pescara ci darà una mano». Florenzi: «In due gare ci giochiamo due anni di lavoro»

PESCARA - "Tornare a Pescara con l'Under 21 è emozionante, sono felicissimo di questa convocazione, il mister si aspetta molto da me e io voglio dare il mio contributo per conquistare l'accesso all'Europeo. Ho le giuste motivazioni per far bene, stiamo lavorando da due anni con due allenatori bravissimi come Ferrara e Mangia e ora bisogna solo dare il massimo per centrare l'obiettivo e giocarcela alla fase finale con tutte le altre". Lorenzo Insigne, dopo aver trascinato i biancazzurri alla promozione nella massima serie, torna a giocare all'Adriatico ma stavolta con la maglia della Nazionale. Ora è tornato al Napoli, a fare l'attaccante di scorta della premiata ditta Cavani-Pandev, e spezza una lancia a favore del calcio italiano: "Non stiamo così male come si dice. Ci sono molti giovani che si stanno mettendo in mostra e questo anche grazie a mister Prandelli e mister Mangia per l'ottimo lavoro che svolgono con le Nazionali. Da parte nostra possiamo dobbiamo solo dare il massimo quando veniamo chiamati in causa, così facendo possiamo crescere con le giuste motivazioni".

FLORENZI: DUE GARE PER DUE ANNI DI LAVORO - In mattinata non si è allenato a causa di un leggero affaticamento muscolare, ma Alessandro Florenzi non vede l'ora di scendere in campo venerdì all'Adriatico nella gara di andata dei play off con la Svezia. "É un appuntamento fondamentale – ha ribadito il centrocampista della Roma - dobbiamo metterci tutto quello che abbiamo perché in queste due gare ci giochiamo due anni di lavoro. La Svezia é una squadra ostica, che non ti fa giocare bene. Nei prossimi giorni studieremo più nel dettaglio i nostri avversari e cercheremo di attuare le giuste contromosse. Arriviamo a questo doppio impegno con la carica giusta, dovremo giocare il nostro calcio e mi aspetto il sostegno di tutto il pubblico pescarese".


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Prandelli: «Accuse di Zeman? Sono una provocazione»

Written By Unknown on Senin, 08 Oktober 2012 | 23.45

Il ct della Nazionale Cesare Prandelli: «De Rossi e Osvaldo? Dovranno recuperare l'immagine, noi abbiamo sempre avuto giocatori non solo disponibili, ma anche pronti a due allenamenti al giorno»

FIRENZE - Per Balotelli potrebbe essere l'ultima (o penultima) in Nazionale. Dipende da lui. Il messaggio che gli invia Cesare Prandelli da Coverciano è molto chiaro. E anche duro. Attacca il ct: «Ci sono rimasto male quando Mario si è fatto operare all'occhio nella settimana delle gare della Nazionale. L'ho convocato per puntare sull'orgoglio e per l'ennesima volta cercheremo di capire se vuole diventare un campione».

Ennesima volta o ultima volta?
«Non mi piace dirlo, ma sicuramente è una situazione molto particolare, voglio che Balotelli dimostri questo grande attaccamento, che mi dia una risposta importante, voglio che capisca che la Nazionale è una cosa molto importante per tutti i giocatori e che voglia davvero diventare un campione».

Ha pensato di non convocarlo per questo raduno?
«Ho fatto anche questa riflessione. Poi mi sono visto le partite che ha fatto con la Nazionale e ho detto che, avendo impegni importanti, un giocatore di questo spessore potrebbe essere utile».

Si può dire che il fine giustifica i mezzi?
«No. Ma se chiudo gli occhi e rivedo le partite di Balotelli in Nazionale, dico che sono partite importanti. Non so cosa è successo con Mancini quando è stato sostituito, ma dobbiamo ricordare a tutti che siamo stati credibili come squadra grazie anche al codice etico».

E' tornato Criscito. Quanto è stato difficile per lei richiamarlo in Nazionale?
«Non è stata una decisione sofferta, anzi, da un punto di vista tecnico e umano, quando la Procura di Genova ha archiviato l'avviso di garanzia per me poteva essere chiamato. Sappiamo tutti come è iniziata, è una gioia averlo qui».

De Rossi domenica in panchina. E' sorpreso?
«Un allenatore decide in base a quello che vede. Anche altri sono andati in panchina, avremo giocatori più freschi».

E' preoccupato dalle condizioni psicologiche di De Rossi e Balotelli? Le dichiarazioni di Zeman non sono state leggere.
«Dobbiamo cercare di arrivare preparati, lavorando anche sull'orgoglio dei giocatori, quelli che hanno qualche problema potranno dimostrare di essere invece in ottime condizioni. Rimarcherò questio e punterò sull'orgoglio della Nazionale e del professionista che viene accusato di qualcosa di grave».

Ha parlato con i due romanisti?
«Li ho solo salutati, non ho avuto tempo di capirne l'umore. Anche perché l'accusa è pesante. Dovranno recuperare l'immagine, noi abbiamo sempre avuto giocatori non solo disponibili, ma anche pronti a due allenamenti al giorno».

Zeman ha tirato legnate alla squadra: un po' più di autocritica servirebbe?
«Ognuno è responsabile della propria squadra, Zeman è un allenatore esperto, se ha toccato certi tasti avrà avuto i suoi buoni motivi. Consigli non ne posso dare. Potrebbe essere anche una provocazione».

Si sente deluso da alcuni azzurri?
«C'è stata questa accusa forte (quella di Zeman, ndr), mi posso immedesimare nel giocatore, penserà: "Ho questa opportunità e voglio dimostrare che non è un'accusa giusta". Ogni allenatore ha il sacrosanto diritto di fare quello che crede».

E' finito il ciclo di Cassano in Nazionale?
«No, ma ho preferito puntare sul rinnovamento. E' lo stesso discorso fatto per Di Natale all'Europeo: se sta bene al momento giusto, non ci sono problemi».

Gilardino sì, Cassano no. Non vale il rinnovamento per Gila?
«Gilardino è la quinta-sesta punta della Nazionale, se dovessi prendere Cassano non potrei metterlo come quinta-sesta punta. E' la dimostrazione che non abbiamo dimenticato nessuno. Conoscendo Gila e Pazzini so che hanno apprezzato la chiamata».

Ma per Cassano c'era anche una incompatibilità con la squadra?
«Non è successo assolutamente nulla durante l'Europeo. Su Cassano ho vinto una scommessa all'Europeo, perché molti di voi non avevano lo stesso pensiero. Ma ora conta solo la voglia nostra di rinnovare. Noi conosciamo Cassano, ma adesso vogliamo arrivare alla profondità in modo diversa e con una mentalità diversa, senza dare punti di riferimento».

Perché Cassano non può fare la sesta punta e Gilardino campione del mondo sì?
«Ho detto che se ho bisogno di Cassano, lo convoco e gioca. Lui sarebbe venuto a fare anche il quinto o il sesto, ma non avrebbe senso».

Due anni fa era la Nazionale di Balotelli e Cassano...
«Nelle qualificazioni Balotelli non ha mai giocato. Parlando giorni fa con Del Bosque, mi diceva che loro, zitti zitti, dopo aver vinto il Mondiale hanno cambiato il 50 per cento dei giocatori, ma hanno rinnovato e si sono presentati con una squadra pià giovane e hanno rivinto. Anche noi dobbiamo farlo, pur consapevoli delle difficoltà che incontreremo».

Ci saranno esperimenti tattici in queste due partite con Armenia e Danimarca?
«Abbiamo fatto le nostre fiflessioni, se in due anni siamo riusciti ad avere equilibrio in fase difensiva è perché abbiamo adottato un sistema di gioco. Linea a 3 o a 4 non è importante, è importante l'interpretazione. Tanti utilizzano la difesa a 3 e poi si devono adattare all'avversario. Noi sceglieremo in base all'avversario, se incontreremo una punta e due esterni noi ci mettereno a quattro, se troveremo due punte centrali allora difesa a tre, importante è non essere troppo rigidi. Molte squadre si stanno adattando e modellando».

In Nazionale si dimenticano i veleni del campionato?
«Quando hai l'azzurro indosso devi pensare solo alla Nazionale. Noi dobbiamo creare un ambiente sereno e stimolante dove stemperare le tensioni. Qui si parla solo di calcio».

Ha sentito Giuseppe Rossi?
«Lo abbiamo sentito sereno e motivato, volevamo fargli una sorpresa, chiamarlo e farlo salutare dalla sqadra, ma ora che l'ho detto a voi non è più una sorpresa».

Punta forte su El Shaarawy?
«Non solo su di lui. I giovani si stanno mostrando in modo prepotente, dobbiamo farli crescere. Parlo di Destro e anche di altri che ora sono nella Under 21 perché ha un impegno molto importante. Noi vogliamo puntare su quei 5-6 ragazzi chiamati a Ferragosto per l'Inghilterra».

Qui c'è Verratti. Giocherà accanto a Pirlo?
«Quelli convocati tutti in teoria sono titolari. Sono convinto che Verratti possa giocare anche in un altro ruolo, come ha fatto ultima mezz'ora con l'Inghilterra, alternando la posizione e tornando nel quadrilatero dei centrocampisti».

La Juve ha fatto pressione su Pirlo per fargli lasciare la Nazionale? Le accuse, ovviamente non ufficiali, è che la Nazionale copre i buchi liberi.
«I buchi sono calendario Fifa»

Ha parlato con Conte?
«Sì, ci siamo confrontati anche su queste tenatiche e abbiamo la stessa visione. E' stato in Nazionale, sa che i grandi campioni devono passare dalla Nazionale. Abbiamo cercato un punto d'incontro. Ci saranno innovazioni sul piano della metodologia e del recupero fra una gara e l'altra. Siamo contenti che il rapporto con i club stia migliorando. Vogliamo diventare un club che sia riferimento per gli altri, dobbiamo essere un passo avanti».
 
Conte le ha chiesto di non convocare Quagliarella e Matri?
«Quando parli con persone e colleghi non si permetterebbero mai di dire "non convocare questo"».

Qual è il punto d'incontro su Pirlo?
«Conte ed io abbiamo fatto una chiacchierata ed è emersa una proposta: se qualche giocatore ha qualche ha un'esigenza particolare, ce lo dica. Se noi abbiamo questo tipo di conoscenza lo possiamo aiutare e possiamo collaborare sia con i preparatori che con gli allenatori».

Per lei Candreva fa parte del quadrilatero di centrocampo o lo vede sulla fascia come nella Lazio?
«Si è ritagliato un ruolo importante, può giocare come estermno come nella Lazio. E' riuscito in un ambiente difficile a farsi apprezzare e a recuperare un rapporto con i tifosi. Gli faccio i complimenti. E' la novità dell'inizio della stagione».

Il nostro adesso è un campionato povero.
«La Nazionale punta a una squadra non solo generosa: in Europa l'intensità è molto più alta rispetto a quella in Italia. Occorrono intensità e generosità».

E' rimasto sorpreso dalle fatiche della Juve con lo Shakhtar?
«Sorpreso no, perché le suqdare europee sono queste. L'intensità era il segreto della Juve nel campionato scorso».

Perché in Italia non c'è questa intensità?
«Perché non siamo pronti a vedere una partita equilibrata. Noi siamo abituati a vedere una squadra che schiaccia l'altra, mentre nell'intensità può fare gol una squadra o l'altra in qualunque momento. All'estero su certe situazioni i giocatori rischiano qualcosa di più, per esempio, il tiro al volo e da fuori area: come percentuale tiriamo poco da fuori area».

Le prime due partite del girone sono state sufficienti per smaltire il peso della responsabilità dei vice campioni d'Europa?
«Non succederà di giocare in quel modo. I giocatori stessi si sono resi conto che non siamo andati bene. Ora avremo una condizione fisica diversa e l'Armenia è un'avversaria molto impegnativa sul piano fisico»

Il suo obiettivo qual è?
«La qualificazione a Brasile 2014».

Alberto Polverosi


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Montella al Corriere: invia la video-domanda

L'allenatore della Fiorentina domani sarà ospite di un forum al nostro giornale: puoi mandargli la tua video domanda attraverso la nostra pagina Facebook o il nostro profilo Twitter

ROMA - Proseguono le grande iniziative del Corriere dello Sport-Stadio per farvi essere sempre più vicino ai grandi protagonisti del calcio italiano. Domani sarà ospite della nostra redazione l'allenatore della Fiorentina, Vincenzo Montella: puoi mandare le tue video-domande e noi le gireremo direttamente a lui. Le risposte saranno visibili sul nostro sito www.corrieredellosport.it

VIDEO-DOMANDA: COME MANDARLA - Per mandarci la tua video-domanda puoi registrare un video e caricarlo sulla nostra pagina Facebook www.facebook.com/corrieredellosport oppure sul nostro profilo Twitter www.twitter.com/CorSport : saranno selezionati i migliori.


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Candreva: Scudetto? Lazio è da Champions

Il centrocampista, tornato in Nazionale dopo tre anni: «Non so se possiamo lottare per il titolo anche se l'Inter, considerata in corsa, ha gli stessi punti. Intanto non mi sorprenderei se alla fine arrivassimo al terzo posto»

FIRENZE - "Forse è presto per parlare di scudetto ma certo questa è una Lazio da Champions". Una Lazio che ha permesso ad Antonio Candreva di tornare in Nazionale a tre anni (novembre 2009) dall'ultima volta. "C'è davvero tanto della Lazio in questo ritorno, ringrazio il mio allenatore e i miei compagni che sono stati determinanti - dice il 25enne centrocampista -. Non so se possiamo lottare per il titolo anche se l'Inter, considerata in corsa, ha gli stessi punti. Intanto non mi sorprenderei se alla fine arrivassimo in Champions, già la scorsa stagione l'abbiamo sfiorata e con la rosa che abbiamo possiamo puntare a questo traguardo, siamo sulla strada giusta".

PETKOVIC - In più lui e i compagni hanno fatto in fretta a assimilare le direttive di Petkovic: "È un allenatore che ha portato una ventata di novità - dice Candreva -, e mi ha colpito specie nella cura delle due fasi di gioco, nella ricerca di continuità e nel pretendere sempre massima concentrazione in allenamento". Eppure, nonostante il brillante inizio di stagione della Lazio, è sempre la Roma nel bene e nel male a finire sotto i riflettori: "In effetti è così e non so spiegarmelo - sospira Candreva che è nato a Roma e quindi conosce bene la propria città e i suoi umori - anche perchè sono due anni che la mia squadra arriva prima dei giallorossi. Noi comunque continuiamo a volare bassi poi staremo a vedere, dopo la sosta ci aspetta un ciclo di ferro, oltre all'Europa League".

BATTAGLIE PERSONALI - Nel frattempo l'ex juventino ha vinto anche battaglie personali: a Roma, agli inizi, non sono state tutte rose e fiori e tramutare i fischi in applausi non è stato facile. "Non lo è stato neppure tornare in azzurro ma alla fine ce l'ho fatta - sorride -. Tre anni fa ero troppo giovane, venivo dal primo anno in A con il Livorno, poi andai alla Juve e forse non era il momento giusto anche se non mi sono pentito perchè umanamente quell'avventura mi ha dato molto, quindi sono stato a Parma e a Cesena prima di arrivare alla Lazio. Ho girato molto e ho pagato in continuità, ma ora ho più esperienza ed è quella che mi porto dietro in questa nuova convocazione".

ESCLUSIONI DE ROSSI E OSVALDO - In azzurro Candreva è pronto a ricoprire qualsiasi ruolo, anche quello delicato dietro le punte, intanto ritrova molti con cui ha giocato in Under 21 a partire da Osvaldo, che insieme a De Rossi è stato protagonista di uno degli episodi più discussi della giornata di campionato di ieri avendo Zeman tenuto entrambi in panchina nella gara vinta con l'Atalanta. "Sorpreso? Sono scelte del tecnico, non conosco i problemi della Roma" taglia corto. E altrettanta diplomazia sfoggia parlando del ritorno in Nazionale di Balotelli: "Più un problema che una risorsa? Direi la seconda visto quel che Mario ha dimostrato finora".


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