Diberdayakan oleh Blogger.

Popular Posts Today

Prandelli: «Accuse di Zeman? Sono una provocazione»

Written By Unknown on Senin, 08 Oktober 2012 | 23.45

Il ct della Nazionale Cesare Prandelli: «De Rossi e Osvaldo? Dovranno recuperare l'immagine, noi abbiamo sempre avuto giocatori non solo disponibili, ma anche pronti a due allenamenti al giorno»

FIRENZE - Per Balotelli potrebbe essere l'ultima (o penultima) in Nazionale. Dipende da lui. Il messaggio che gli invia Cesare Prandelli da Coverciano è molto chiaro. E anche duro. Attacca il ct: «Ci sono rimasto male quando Mario si è fatto operare all'occhio nella settimana delle gare della Nazionale. L'ho convocato per puntare sull'orgoglio e per l'ennesima volta cercheremo di capire se vuole diventare un campione».

Ennesima volta o ultima volta?
«Non mi piace dirlo, ma sicuramente è una situazione molto particolare, voglio che Balotelli dimostri questo grande attaccamento, che mi dia una risposta importante, voglio che capisca che la Nazionale è una cosa molto importante per tutti i giocatori e che voglia davvero diventare un campione».

Ha pensato di non convocarlo per questo raduno?
«Ho fatto anche questa riflessione. Poi mi sono visto le partite che ha fatto con la Nazionale e ho detto che, avendo impegni importanti, un giocatore di questo spessore potrebbe essere utile».

Si può dire che il fine giustifica i mezzi?
«No. Ma se chiudo gli occhi e rivedo le partite di Balotelli in Nazionale, dico che sono partite importanti. Non so cosa è successo con Mancini quando è stato sostituito, ma dobbiamo ricordare a tutti che siamo stati credibili come squadra grazie anche al codice etico».

E' tornato Criscito. Quanto è stato difficile per lei richiamarlo in Nazionale?
«Non è stata una decisione sofferta, anzi, da un punto di vista tecnico e umano, quando la Procura di Genova ha archiviato l'avviso di garanzia per me poteva essere chiamato. Sappiamo tutti come è iniziata, è una gioia averlo qui».

De Rossi domenica in panchina. E' sorpreso?
«Un allenatore decide in base a quello che vede. Anche altri sono andati in panchina, avremo giocatori più freschi».

E' preoccupato dalle condizioni psicologiche di De Rossi e Balotelli? Le dichiarazioni di Zeman non sono state leggere.
«Dobbiamo cercare di arrivare preparati, lavorando anche sull'orgoglio dei giocatori, quelli che hanno qualche problema potranno dimostrare di essere invece in ottime condizioni. Rimarcherò questio e punterò sull'orgoglio della Nazionale e del professionista che viene accusato di qualcosa di grave».

Ha parlato con i due romanisti?
«Li ho solo salutati, non ho avuto tempo di capirne l'umore. Anche perché l'accusa è pesante. Dovranno recuperare l'immagine, noi abbiamo sempre avuto giocatori non solo disponibili, ma anche pronti a due allenamenti al giorno».

Zeman ha tirato legnate alla squadra: un po' più di autocritica servirebbe?
«Ognuno è responsabile della propria squadra, Zeman è un allenatore esperto, se ha toccato certi tasti avrà avuto i suoi buoni motivi. Consigli non ne posso dare. Potrebbe essere anche una provocazione».

Si sente deluso da alcuni azzurri?
«C'è stata questa accusa forte (quella di Zeman, ndr), mi posso immedesimare nel giocatore, penserà: "Ho questa opportunità e voglio dimostrare che non è un'accusa giusta". Ogni allenatore ha il sacrosanto diritto di fare quello che crede».

E' finito il ciclo di Cassano in Nazionale?
«No, ma ho preferito puntare sul rinnovamento. E' lo stesso discorso fatto per Di Natale all'Europeo: se sta bene al momento giusto, non ci sono problemi».

Gilardino sì, Cassano no. Non vale il rinnovamento per Gila?
«Gilardino è la quinta-sesta punta della Nazionale, se dovessi prendere Cassano non potrei metterlo come quinta-sesta punta. E' la dimostrazione che non abbiamo dimenticato nessuno. Conoscendo Gila e Pazzini so che hanno apprezzato la chiamata».

Ma per Cassano c'era anche una incompatibilità con la squadra?
«Non è successo assolutamente nulla durante l'Europeo. Su Cassano ho vinto una scommessa all'Europeo, perché molti di voi non avevano lo stesso pensiero. Ma ora conta solo la voglia nostra di rinnovare. Noi conosciamo Cassano, ma adesso vogliamo arrivare alla profondità in modo diversa e con una mentalità diversa, senza dare punti di riferimento».

Perché Cassano non può fare la sesta punta e Gilardino campione del mondo sì?
«Ho detto che se ho bisogno di Cassano, lo convoco e gioca. Lui sarebbe venuto a fare anche il quinto o il sesto, ma non avrebbe senso».

Due anni fa era la Nazionale di Balotelli e Cassano...
«Nelle qualificazioni Balotelli non ha mai giocato. Parlando giorni fa con Del Bosque, mi diceva che loro, zitti zitti, dopo aver vinto il Mondiale hanno cambiato il 50 per cento dei giocatori, ma hanno rinnovato e si sono presentati con una squadra pià giovane e hanno rivinto. Anche noi dobbiamo farlo, pur consapevoli delle difficoltà che incontreremo».

Ci saranno esperimenti tattici in queste due partite con Armenia e Danimarca?
«Abbiamo fatto le nostre fiflessioni, se in due anni siamo riusciti ad avere equilibrio in fase difensiva è perché abbiamo adottato un sistema di gioco. Linea a 3 o a 4 non è importante, è importante l'interpretazione. Tanti utilizzano la difesa a 3 e poi si devono adattare all'avversario. Noi sceglieremo in base all'avversario, se incontreremo una punta e due esterni noi ci mettereno a quattro, se troveremo due punte centrali allora difesa a tre, importante è non essere troppo rigidi. Molte squadre si stanno adattando e modellando».

In Nazionale si dimenticano i veleni del campionato?
«Quando hai l'azzurro indosso devi pensare solo alla Nazionale. Noi dobbiamo creare un ambiente sereno e stimolante dove stemperare le tensioni. Qui si parla solo di calcio».

Ha sentito Giuseppe Rossi?
«Lo abbiamo sentito sereno e motivato, volevamo fargli una sorpresa, chiamarlo e farlo salutare dalla sqadra, ma ora che l'ho detto a voi non è più una sorpresa».

Punta forte su El Shaarawy?
«Non solo su di lui. I giovani si stanno mostrando in modo prepotente, dobbiamo farli crescere. Parlo di Destro e anche di altri che ora sono nella Under 21 perché ha un impegno molto importante. Noi vogliamo puntare su quei 5-6 ragazzi chiamati a Ferragosto per l'Inghilterra».

Qui c'è Verratti. Giocherà accanto a Pirlo?
«Quelli convocati tutti in teoria sono titolari. Sono convinto che Verratti possa giocare anche in un altro ruolo, come ha fatto ultima mezz'ora con l'Inghilterra, alternando la posizione e tornando nel quadrilatero dei centrocampisti».

La Juve ha fatto pressione su Pirlo per fargli lasciare la Nazionale? Le accuse, ovviamente non ufficiali, è che la Nazionale copre i buchi liberi.
«I buchi sono calendario Fifa»

Ha parlato con Conte?
«Sì, ci siamo confrontati anche su queste tenatiche e abbiamo la stessa visione. E' stato in Nazionale, sa che i grandi campioni devono passare dalla Nazionale. Abbiamo cercato un punto d'incontro. Ci saranno innovazioni sul piano della metodologia e del recupero fra una gara e l'altra. Siamo contenti che il rapporto con i club stia migliorando. Vogliamo diventare un club che sia riferimento per gli altri, dobbiamo essere un passo avanti».
 
Conte le ha chiesto di non convocare Quagliarella e Matri?
«Quando parli con persone e colleghi non si permetterebbero mai di dire "non convocare questo"».

Qual è il punto d'incontro su Pirlo?
«Conte ed io abbiamo fatto una chiacchierata ed è emersa una proposta: se qualche giocatore ha qualche ha un'esigenza particolare, ce lo dica. Se noi abbiamo questo tipo di conoscenza lo possiamo aiutare e possiamo collaborare sia con i preparatori che con gli allenatori».

Per lei Candreva fa parte del quadrilatero di centrocampo o lo vede sulla fascia come nella Lazio?
«Si è ritagliato un ruolo importante, può giocare come estermno come nella Lazio. E' riuscito in un ambiente difficile a farsi apprezzare e a recuperare un rapporto con i tifosi. Gli faccio i complimenti. E' la novità dell'inizio della stagione».

Il nostro adesso è un campionato povero.
«La Nazionale punta a una squadra non solo generosa: in Europa l'intensità è molto più alta rispetto a quella in Italia. Occorrono intensità e generosità».

E' rimasto sorpreso dalle fatiche della Juve con lo Shakhtar?
«Sorpreso no, perché le suqdare europee sono queste. L'intensità era il segreto della Juve nel campionato scorso».

Perché in Italia non c'è questa intensità?
«Perché non siamo pronti a vedere una partita equilibrata. Noi siamo abituati a vedere una squadra che schiaccia l'altra, mentre nell'intensità può fare gol una squadra o l'altra in qualunque momento. All'estero su certe situazioni i giocatori rischiano qualcosa di più, per esempio, il tiro al volo e da fuori area: come percentuale tiriamo poco da fuori area».

Le prime due partite del girone sono state sufficienti per smaltire il peso della responsabilità dei vice campioni d'Europa?
«Non succederà di giocare in quel modo. I giocatori stessi si sono resi conto che non siamo andati bene. Ora avremo una condizione fisica diversa e l'Armenia è un'avversaria molto impegnativa sul piano fisico»

Il suo obiettivo qual è?
«La qualificazione a Brasile 2014».

Alberto Polverosi


23.45 | 0 komentar | Read More

Montella al Corriere: invia la video-domanda

L'allenatore della Fiorentina domani sarà ospite di un forum al nostro giornale: puoi mandargli la tua video domanda attraverso la nostra pagina Facebook o il nostro profilo Twitter

ROMA - Proseguono le grande iniziative del Corriere dello Sport-Stadio per farvi essere sempre più vicino ai grandi protagonisti del calcio italiano. Domani sarà ospite della nostra redazione l'allenatore della Fiorentina, Vincenzo Montella: puoi mandare le tue video-domande e noi le gireremo direttamente a lui. Le risposte saranno visibili sul nostro sito www.corrieredellosport.it

VIDEO-DOMANDA: COME MANDARLA - Per mandarci la tua video-domanda puoi registrare un video e caricarlo sulla nostra pagina Facebook www.facebook.com/corrieredellosport oppure sul nostro profilo Twitter www.twitter.com/CorSport : saranno selezionati i migliori.


23.45 | 0 komentar | Read More

Candreva: Scudetto? Lazio è da Champions

Il centrocampista, tornato in Nazionale dopo tre anni: «Non so se possiamo lottare per il titolo anche se l'Inter, considerata in corsa, ha gli stessi punti. Intanto non mi sorprenderei se alla fine arrivassimo al terzo posto»

FIRENZE - "Forse è presto per parlare di scudetto ma certo questa è una Lazio da Champions". Una Lazio che ha permesso ad Antonio Candreva di tornare in Nazionale a tre anni (novembre 2009) dall'ultima volta. "C'è davvero tanto della Lazio in questo ritorno, ringrazio il mio allenatore e i miei compagni che sono stati determinanti - dice il 25enne centrocampista -. Non so se possiamo lottare per il titolo anche se l'Inter, considerata in corsa, ha gli stessi punti. Intanto non mi sorprenderei se alla fine arrivassimo in Champions, già la scorsa stagione l'abbiamo sfiorata e con la rosa che abbiamo possiamo puntare a questo traguardo, siamo sulla strada giusta".

PETKOVIC - In più lui e i compagni hanno fatto in fretta a assimilare le direttive di Petkovic: "È un allenatore che ha portato una ventata di novità - dice Candreva -, e mi ha colpito specie nella cura delle due fasi di gioco, nella ricerca di continuità e nel pretendere sempre massima concentrazione in allenamento". Eppure, nonostante il brillante inizio di stagione della Lazio, è sempre la Roma nel bene e nel male a finire sotto i riflettori: "In effetti è così e non so spiegarmelo - sospira Candreva che è nato a Roma e quindi conosce bene la propria città e i suoi umori - anche perchè sono due anni che la mia squadra arriva prima dei giallorossi. Noi comunque continuiamo a volare bassi poi staremo a vedere, dopo la sosta ci aspetta un ciclo di ferro, oltre all'Europa League".

BATTAGLIE PERSONALI - Nel frattempo l'ex juventino ha vinto anche battaglie personali: a Roma, agli inizi, non sono state tutte rose e fiori e tramutare i fischi in applausi non è stato facile. "Non lo è stato neppure tornare in azzurro ma alla fine ce l'ho fatta - sorride -. Tre anni fa ero troppo giovane, venivo dal primo anno in A con il Livorno, poi andai alla Juve e forse non era il momento giusto anche se non mi sono pentito perchè umanamente quell'avventura mi ha dato molto, quindi sono stato a Parma e a Cesena prima di arrivare alla Lazio. Ho girato molto e ho pagato in continuità, ma ora ho più esperienza ed è quella che mi porto dietro in questa nuova convocazione".

ESCLUSIONI DE ROSSI E OSVALDO - In azzurro Candreva è pronto a ricoprire qualsiasi ruolo, anche quello delicato dietro le punte, intanto ritrova molti con cui ha giocato in Under 21 a partire da Osvaldo, che insieme a De Rossi è stato protagonista di uno degli episodi più discussi della giornata di campionato di ieri avendo Zeman tenuto entrambi in panchina nella gara vinta con l'Atalanta. "Sorpreso? Sono scelte del tecnico, non conosco i problemi della Roma" taglia corto. E altrettanta diplomazia sfoggia parlando del ritorno in Nazionale di Balotelli: "Più un problema che una risorsa? Direi la seconda visto quel che Mario ha dimostrato finora".


23.45 | 0 komentar | Read More

Candreva: Una super Lazio

Il centrocampista, tornato in Nazionale dopo tre anni: «Non so se possiamo lottare per il titolo anche se l'Inter, considerata in corsa, ha gli stessi punti. Intanto non mi sorprenderei se alla fine arrivassimo al terzo posto»

FIRENZE - "Forse è presto per parlare di scudetto ma certo questa è una Lazio da Champions". Una Lazio che ha permesso ad Antonio Candreva di tornare in Nazionale a tre anni (novembre 2009) dall'ultima volta. "C'è davvero tanto della Lazio in questo ritorno, ringrazio il mio allenatore e i miei compagni che sono stati determinanti - dice il 25enne centrocampista -. Non so se possiamo lottare per il titolo anche se l'Inter, considerata in corsa, ha gli stessi punti. Intanto non mi sorprenderei se alla fine arrivassimo in Champions, già la scorsa stagione l'abbiamo sfiorata e con la rosa che abbiamo possiamo puntare a questo traguardo, siamo sulla strada giusta".

PETKOVIC - In più lui e i compagni hanno fatto in fretta a assimilare le direttive di Petkovic: "È un allenatore che ha portato una ventata di novità - dice Candreva -, e mi ha colpito specie nella cura delle due fasi di gioco, nella ricerca di continuità e nel pretendere sempre massima concentrazione in allenamento". Eppure, nonostante il brillante inizio di stagione della Lazio, è sempre la Roma nel bene e nel male a finire sotto i riflettori: "In effetti è così e non so spiegarmelo - sospira Candreva che è nato a Roma e quindi conosce bene la propria città e i suoi umori - anche perchè sono due anni che la mia squadra arriva prima dei giallorossi. Noi comunque continuiamo a volare bassi poi staremo a vedere, dopo la sosta ci aspetta un ciclo di ferro, oltre all'Europa League".

BATTAGLIE PERSONALI - Nel frattempo l'ex juventino ha vinto anche battaglie personali: a Roma, agli inizi, non sono state tutte rose e fiori e tramutare i fischi in applausi non è stato facile. "Non lo è stato neppure tornare in azzurro ma alla fine ce l'ho fatta - sorride -. Tre anni fa ero troppo giovane, venivo dal primo anno in A con il Livorno, poi andai alla Juve e forse non era il momento giusto anche se non mi sono pentito perchè umanamente quell'avventura mi ha dato molto, quindi sono stato a Parma e a Cesena prima di arrivare alla Lazio. Ho girato molto e ho pagato in continuità, ma ora ho più esperienza ed è quella che mi porto dietro in questa nuova convocazione".

ESCLUSIONI DE ROSSI E OSVALDO - In azzurro Candreva è pronto a ricoprire qualsiasi ruolo, anche quello delicato dietro le punte, intanto ritrova molti con cui ha giocato in Under 21 a partire da Osvaldo, che insieme a De Rossi è stato protagonista di uno degli episodi più discussi della giornata di campionato di ieri avendo Zeman tenuto entrambi in panchina nella gara vinta con l'Atalanta. "Sorpreso? Sono scelte del tecnico, non conosco i problemi della Roma" taglia corto. E altrettanta diplomazia sfoggia parlando del ritorno in Nazionale di Balotelli: "Più un problema che una risorsa? Direi la seconda visto quel che Mario ha dimostrato finora".


23.45 | 0 komentar | Read More

Totti: Ritiro ancora lontano

Il capitano della Roma: «Ho sempre nella testa la prossima partita da giocare. Magari quando mi ritirerò inventeremo qualcosa per salutare calorosamente tutti, ma ora è presto per pensarci»

ROMA - "Ironia e allegria permettono di raccontare storie con leggerezza, senza noia. È come un passaggio smarcante in partita, un mezzo bello ed efficace. È il più bello dei gol. La gente ha bisogno di sorridere". Francesco Totti spiega con queste parole, in un'intervista esclusiva pubblicata sul numero di 'Tv Sorrisi e Canzoni' in edicola domani, e di cui oggi è stata resa nota un'anticipazione, la sua decisione di scrivere "E mò te spiego Roma", libro umoristico che ripercorre la storia della Capitale. "È vero, a Roma mi chiamano anche gladiatore - dice ancora Totti -, ma io credo che il vero coraggio non sia legato ai ruoli o alla fama. Piuttosto, è dire sinceramente ciò che si pensa, impegnarsi per le cose in cui crediamo e fare del nostro meglio per noi e i nostri cari tutti i giorni. Ognuno, nel suo piccolo, può essere coraggioso".

DA FALCAO AL RITIRO - Il libro contiene colloqui immaginari del capitano della Roma con Gesù Cristo, Giulio Cesare, Zeus "ma - spiega Totti - non ci sono dubbi su quale sia stato l'incontro reale più intenso della mia vita: quello con Giovanni Paolo II. Di lui non posso dimenticare gli occhi gentili e quella sensazione di pace che sembrava circondarlo". L'idea di lasciare il calcio per il 36enne Totti è ancora molto lontana: "penso solo al calcio - sottolinea -. Ho sempre nella testa la prossima partita da giocare. Magari quando mi ritirerò inventeremo qualcosa per salutare calorosamente tutti, ma ora è presto per pensarci". L'intervista si chiude con ironia, in linea con la leggerezza del nuovo libro di Totti: "Chi è l'ottavo re di Roma tra me e Falcao? Facciamo che uno siederà sul trono nei giorni dispari e l'altro nei giorni pari". Infine, una risposta alla crisi economica dell'Eurozona: "se l'euro dovesse fallire, si potrebbe coniare un nuova moneta. Come li vedreste i prezzi se la nuova valuta fosse il... cucchiaio?".


23.45 | 0 komentar | Read More

Contesta Valeri, Ambrosini squalificato

Il giudice sportivo ha fermato per una giornata anche Nagatomo, Benalouane, Darmian, Lucarelli e Ze Eduardo

ROMA - Il giudice sportivo ha fermato per una giornata sei giocatori. Sono Ambrosini, Nagatomo, Benalouane, Darmian, Lucarelli e Ze Eduardo. Il milanista è colpevole di "avere, al 47' del secondo tempo, contestato platealmente una decisione arbitrale, uscendo dall'area tecnica ed entrando sul terreno di giuoco; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale". Ammende a Milan (8.000 euro), Catania (6.000 euro), Pescara (4.000 euro) e Siena (3.000 euro).

PUNITI COSMI E GUIDOLIN - Non potranno sedersi in panchina per la prossima partita di campionato l'allenatore del Siena Serse Cosmi e quello dell'Udinese Francesco Guidolin. Entrambi sono stati squalificati per un turno dal giudice sportivo. Cosmi è stato sanzionato per aver proferito un'espressione blasfema al 42' del primo tempo della partita contro la Juventus. Cosmi è stato anche squalificato per aver ritardato, con un atteggiamento provocatorio, l'uscita dal recinto di gioco dopo il suo allontanamento. Punito anche Guidolin per avere contestato platealmente una decisione arbitrale, rivolgendo agli Ufficiali di gara un'espressione ingiuriosa al 32' del secondo tempo di Napoli-Udinese.


23.45 | 0 komentar | Read More

False cittadinanze in A, sono 34 gli indagati

Alcuni calciatori sudamericani, anche di serie A, sarebbero diventati cittadini italiani grazie ad un traffico di false cittadinanze gestito da dirigenti e amministratori comunali e procuratori sportivi, scoperto dalla procura di Fermo

FERMO - Alcuni calciatori sudamericani, anche di serie A, sarebbero diventati cittadini italiani grazie ad un traffico di false cittadinanze gestito da dirigenti e amministratori comunali e procuratori sportivi, scoperto dalla procura di Fermo. 34 gli indagati, tra ex e attuali amministratori locali, dirigenti comunali, procuratori di calciatori, quasi tutti residenti tra Fermo e Porto San Giorgio. Soppressione e distruzione di atti, produzione di atti falsi, abuso di ufficio, falso ideologico, associazione per delinquere e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina le ipotesi di reato.

L'INCHIESTA - L'inchiesta, condotta dai carabinieri della Compagnia di Fermo, è nata nel 2011 da un altro troncone di indagine: la Polizia municipale di Fermo, durante un controllo di routine, aveva scoperto che un imprenditore italiano era in possesso di un documento intestato a un rumeno: una carta d'identità stampata su carta originale, che proveniva direttamente dall'Ufficio anagrafe del Comune di Fermo. Un dirigente del Servizio anagrafe ha fatto alcune rivelazioni agli investigatori, e così è stato scoperchiato un giro di documentazione non regolare attraverso la quale, con il ricorso alla formula dello 'iure sanguinis', che consente ai figli di italiani all'estero di vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana e il relativo diritto di voto, lo stato di straniero veniva artatamente modificato in quello di cittadino italiano.

IL SOSPETTO -  Il sospetto è che centinaia di stranieri, quasi tutti brasiliani e argentini, fra cui vari calciatori di serie A e serie minori, che nell'arco degli ultimi sette anni abbiano conseguito in questo modo la cittadinanza italiana. Al momento i carabinieri del cap. Pasquale Zacheo hanno accertato 45 identità 'fittizie', già sospese con provvedimento di autotutela (e l'interessamento della Prefettura) dal sindaco di Fermo. Uno dei dirigenti del servizio anagrafe del Comune di Fermo, sentito dagli inquirenti, avrebbe rivelato che alcuni procuratori sportivi provvedevano a richiedere la cittadinanza italiana per i loro atleti, facendoli militare per qualche tempo in squadre locali, per poi cederli a club di serie superiori. La posizione di alcuni giocatori di serie A sarebbe attualmente al vaglio della procura fermana. Una ventina gli atleti 'residentì in appartamenti di proprietà di procuratori sportivi, anche se in realtà vivono altrove. Nel frattempo, il funzionario del Comune di Fermo addetto all'Ufficio anagrafe, a cui era stata promessa una promozione e a cui venivano fatte regalie sporadiche, è stato rimosso dall'incarico.


23.45 | 0 komentar | Read More

Roma, festa all'Olimpico. Ecco la Hall of Fame

Written By Unknown on Minggu, 07 Oktober 2012 | 23.45

Erano presenti il presidente del club giallorosso James Pallotta, l'a.d. Mark Pannes ed il direttore generale Franco Baldini. Poi i campioni della Roma di ieri sono stati caricati a bordo di alcune automobili 'scoperte' e hanno fatto un giro di campo acclamati dal non molto numeroso pubblico (circa diecimila spettatori) presente al momento dell'evento

ROMA - Tancredi, Cafu, Losi, Aldair, Rocca, Bernardini, Di Bartolomei, Falcao, Conti, Pruzzo, Amadei. Sono questi gli undici campioni della Roma di ieri entrati nella 'Hall of fame' del club giallorosso. Alla premiazione, andata in scena prima di Roma-Atalanta, erano presenti il presidente del club giallorosso James Pallotta, l'a.d. Mark Pannes ed il direttore generale Franco Baldini. Poi i campioni della Roma di ieri sono stati caricati a bordo di alcune automobili 'scoperte' e hanno fatto un giro di campo acclamati dal non molto numeroso pubblico (circa diecimila spettatori) presente al momento dell'evento.


23.45 | 0 komentar | Read More

SBK, a Magny Cours Biaggi si prende il Mondiale

Il pilota romano è quinto in Gara 2 e con mezzo punto di vantaggio su Sykes ottiene il titolo iridato

MAGNY COURS - Biaggi campione del mondo in Superbike. Il pilota romano porta a termine la missione dopo una giornata da brividi, che lo aveva visto cadere in Gara 1. A Mondiale riaperto (solo 14,5 i punti di vantaggio), Biaggi ha corso la seconda manche gestendo il vantaggio in classifica e senza correre troppi rischi. Alla fine, per lui, un quinto posto che gli permette di battere con mezzo punto di vantaggio Tom Sykes, primo anche in Gara 2.

APRILIA SUL TRONO Non solo Biaggi, visto che anche l'Aprilia conquista il primato tra i costruttori. Non ce la fa invece Melandri, fuori dopo una caduta al settimo giro. Su podio dell'ultimo round mondiale ci sono Jonathan Rea e Sylvain Guintoli, oggi determinante  - con la vittoria in mattinata, che ha rosicchiato punti importanti a Sykes - per la felice conclusione del "Corsaro".


23.45 | 0 komentar | Read More

Vola la Juve. Super Lazio

I bianconeri battono il Siena 2-1. Show della squadra di Petkovic: 3-0 a Pescara. Hernanes e doppietta di Klose

ROMA - La settima giornata di campionato regala grandi emozioni. La Juve soffre a Siena ma alla fine porta a casa tre punti preziosi che le permettono di mantenere a distanza le inseguitrici. La Lazio dimostra di fare sul serio con una vera e propria prova di forza a Pescara.

SIENA-JUVE 2-1 (Pirlo 14', Calaiò al 47', Marchisio all'86')
La Juve soffre a Siena, ma alla fine trova la vittoria con Marchisio all'86'. La squadra di Conte passa in vantaggio al 14' con un'altra perla di Pirlo che fa passare la palla sotto la barriera con un colpo da biliardo. La gara sembra in discesa ma la Juve si complica la vita subendo il gol del pareggio al 47' con Calaiò che batte Buffon approfittando di un'indecisione di De Ceglie. Il Siena trova il pareggio senza Cosmi in panchina, espulso per proteste in precedenza. Nella ripresa la Juve non riesce a trovare la via del gol, e Chiellini rischia addirittura l'autorete. La capolista però non si arrende mai, e all'86' trova il gol partita con una gran botta al volo di Marchisio all'86'. Un gol pesante, che manda un chiaro segnale al campionato. La Juve non molla mai.   

PESCARA-LAZIO 0-3 (Hernanes 5', Klose 25', 35')
La Lazio vince 3-0 a Pescara e fa un passo importantissimo verso le zone alte della classifica. Sono bastati i primi 45' alla squadra di Petkovic per archiviare la pratica in Abruzzo. Decidono la sfida il gol di Hernanes (5') e la doppietta di Klose (25', 35'). Nella ripresa i ritmi si abbassano vertiginosamente e i capitolini conservano il risultato senza spingere più di tanto in attacco. Per la squadra di Stroppa un doppio passo indietro, soprattutto a livello di gioco, dopo i 7 punti conquistati nelle ultime tre partite. In campo c'è troppa differenza e grazie alle qualità tecniche delle proprie stelle la Lazio si porta a casa i tre punti: stupenda la punizione del brasiliano che apre le danze, poi palla in profondità di Candreva per il tedesco che dopo una bella finta su Perin appoggia comodamente in fondo al sacco. Dopo 10' arriva il 3-0 grazie ad uno stacco imperioso sempre di Klose che anticipa Terlizzi trovando l'angolino basso. La Lazio sale quindi a 15 punti in classifica, cogliendo il secondo successo consecutivo in campionato e issandosi al terzo posto dietro alle battistrada Juve e Napoli.

CATANIA-PARMA 2-0 (Gomez 2', Bergessio 79')
Il Catania vince 2-0 contro il Parma e si piazza al quinto posto con Roma e Fiorentina. Sblocca il risultato Alejandro Gomez al 2'. La squadra di Donadoni prova a reagire, ma al 69' resta in dieci per l'espulsione di Benalouane e al 79' subisce il colpo del ko con Bergessio. Il club siciliano rimane imbattuto in casa.

TORINO-CAGLIARI 0-1 (Nené rig. 74')
Il Cagliari trova la prima vittoria in campionato in casa del Torino. Decide il rigore di Nené al 74'. Il Torino si sbilancia alla ricerca del pareggio ma lascia tanti spazi per le ripartenze del Cagliari. La partita diventa spettacolare con tante occasioni sciupate da una parte e dall'altra. Funziona la squadra messa in campo dalla coppia Pulga-Lopez. Tre punti preziosi per la squadra di Cellino, che lascia il siena solo all'ultimo posto in classifica e aggancia Palermo e Atalanta a quota 5.

FIORENTINA-BOLOGNA 1-0 (Jovetic al 7')
È sempre il solito jo-jo. La Fiorentina torna a vincere dopo la sconfitta con l'Inter, grazie a un gol al 7' di Jovetic, e sale a quota 11, quinto posto in classifica con Roma e Catania.


23.45 | 0 komentar | Read More
techieblogger.com Techie Blogger Techie Blogger