Il codice etico e la vicenda-Balotelli. Può dire perché Mario è qui?
«In questi anni i ragazzi hanno capito cos'è il codice etico. Se poi per l'ennesima volta vogliamo spiegarlo, ecco qui: se Balotelli prende una squalifica che cade oggi, non posso non convocarlo perché non posso punire su una punizione. Se non ci fosse stata la partita infrasettimanale, Balotelli non sarebbe qui. Io non ho mai convocato un giocatore squalificato. Non ci sono discussioni, mai convocato un giocatore squalificato. Ognuno può dire la sua sull'etica, ognuno può creare ad arte queste polemiche. I ragazzi lo sanno, abbiamo un modo nostro di stare sul campo».
Lo hanno recepito tutti i giocatori questo messaggio?
«Ogni tanto bisogna ricordarlo».
Può darsi che lei dica a Balotelli "ti alleni e non giochi"?
«Possiamo fare mille considerazioni, il fatto significativo è che il Milan non ha fatto ricorso, due anni fa anche la Roma rinunciò a presentare un ricorso, molte squadre da un punto di vista etico sono sulla buona strada».
Ma Galliani ha detto che, oltre a un aspetto etico, non ha presentato ricorso per realismo. Dopo aver letto quello che c'era scritto nel referto.
«Non voglio intervenire nello specifico. Mario è qui perché abbiamo un nostro modo di affrontare gli argomenti, guardarci negli occhi e fare un patto fra noi, per essere preparati al Mondiale anche psicologicamente: quando un giocatore ha queste esternazioni vuol dire che è fragile. Dobbiamo fare un patto fra noi, queste cose non devono mai più succedere».
Per Balotelli lei si è speso moltissimo. Quando lui è tornato in Italia anche lei disse: "è un vantaggio, potrà maturare". Ma il rapporto umano con lui com'è? Lei è stato un po' il suo tutor, ora si sente un po' stanco? Può dirgli: "C...Mario, ora basta".
«Sì, proprio così. Tutte le persone che gli vogliono bene sono arrabbiate. Ma non dobbiamo perdere la motivazione, non perdere gli stimoli per aiutarlo a crescere. Potenzialmente è uno dei giocatori più forti che abbiamo».
Mourinho ha fatto una crociata contro i simulatori citando l'episodio di Balotelli ad Amsterdam.
«Non abbiamo bisogno delle crociate di Mourinho. C'è l'Uefa e tutti noi che cerchiamo di trasmettere qualcosa che poi torna sempre».
Pensa di dire a Mario che questa per lui è l'ultima occasione?
«Quando tutti sono contro una persona, io umanamente mi schiero accanto a quella persona. La crociata era tutti contro Balotelli e quindi mi ricapita la stessa storia. Non mi piace dare ultimatum, ma dirgli: noi siamo qui, crediamo in te, possiamo fare ancora tanto insieme».
Totti è sempre più il numero uno...
«Quando lo dicevo io, che Totti e Cassano sono giocatori che seguiamo... Il discorso è questo: un mese prima del Mondiale valuteremo la condizione, devo tenere in considerazione tante cose. Un Totti così fa parlare e riflettere, è fantastico. Se fossimo vicini al Mondiale non ci sarebbero dubbi, lo convocherei. Non ci ho parlato ora, non ci devo parlare 8 mesi prima. La priorità del Mondiale è l'atletismo: dopo la Confederations ho detto che l'aspetto fisico sarà prevalente anche su quello tecnico».
Per il ritorno Totti potrebbero esserci problemi di accoglienza da parte del gruppo?
«Il gruppo accetta qualsiasi tipo di giocatore che ti possa far fare la differenza e migliorare la qualità del gioco. E' un problema che non esiste. E' chiaro che i giocatori che ci hanno portato al Mondiale è da tenere in considerazione, ma in questo momento molti hanno qualche problema».
Discorso per Totti vale anche per Cassano
«Anche Antonio ha fatto una grande partita, è molto motivato».
Come utilizzerebbe il romanista in campo?
«Quando vedi Totti vedi un modo che può fare punta centrale, ma anche il centrocampista, bravissimo Spalletti a trovargli quel ruolo, poi grande Totti perché lo sa interpretare in maniera perfetta».
Stiamo parlando del ritorno di un grandissimo giocatore di 37 anni, questo succede anche perché mancano i giovani?
«È un argomento che abbiamo affrontato all'ultimo ritiro, li aspettiamo a braccia aperte i giovani, ma per ora non ho visto niente di nuovo».
Torna Giuseppe Rossi. È lui il partner giusto per Balotelli?
«Lo abbiamo voluto richiamare perché ha ritrovato determinazione e agonismo, in questo preciso momento sta soffrendo un po' per gli straordinari a cui è stato sottoposto, ma è una grande cosa che sia qui con noi. Da qui a dire che sarà il favorito è presto».
Balotelli e Rossi giocheranno almeno una partita insieme?
«Potevo avere un'idea, ma Rossi ieri è stato sostituito prima della fine; non vogliamo dargli un lavoro in più, a me basta che sia qui, che capisca non solo a parole, ma con un gesto significativo, che questa è la sua Nazionale. Se c'è un minimo di affaticamento, sicuramente non lo impiegherò».
Quanto la amareggia il fatto che i club italiani prendano sempre squalifiche per razzismo?
«Dobbiamo cambiare la nostra cultura, fare prevenzione».
Ieri, il durante minuto di raccoglimento, su alcuni campi ci sono stati atteggiamenti non proprio giusti. A Brescia si è fatto una strana ironia. L'Italia è un Paese razzista?
«Io non penso che siamo razzisti, penso che tutte quelle persone che hanno avvertito un sentimento di disagio devono alzare la voce e dire "voi non ci rappresentate". L'Italia è quella della solidarietà, della gente che prende le barche e va in mare a cercare di salvare vite umane. Di tutto il resto non voglio nemmeno parlare per non dare importanza, ci sono tante persone perbene».
Potrebbe portare la squadra ad allenarsi a Lampedusa?
«Tutti noi dobbiamo pensare contribuire a far nascere un movimento. Se arriva un invito ufficiale, non ci tireremo indietro. Do la mia disponibilità, perché non sia solo un messaggio, ma qualcosa di concreto».
Vuole formalizzare la sua decisione di lasciare la Nazionale a fine Mondiale?
«Ci siamo incontrati con i dirigenti federali e ci siamo detti che non c'è fretta, ci incontreremo e valuteremo tutto entro marzo».
Stavolta i 3 punti in palio non contano...
«No, contano, il ranking conta, ed essere testa di serie al mondiale è importante. Contano perché in questi anni abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso. Il messaggio che passerà è che non dobbiamo abbassare la guardia, non ci sarà nessun esperimento».
Roma-Napoli si giocherà venerdì sera: il martedì precedente, per Italia-Armenia a Napoli, terrà fuori romanisti e napoletani?
«Abbiamo sempre avuto buonsenso, ma mai pensato prima di escludere qualcuno. Anche stavolta useremo il buonsenso».
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