NAPOLI - "
Non ci sono discriminazioni di serie A e di serie B, le regole ci sono e vanno rispettate". Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris replica, a distanza, all'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani che ieri aveva dichiarato che "
la norma sulla discriminazione territoriale va abolita" . "
I napoletani - ha detto il sindaco, a margine dell'intitolazione della tribuna stampa dello stadio San Paolo al giornalista Carlo Iuliano -
spesso hanno subito discriminazioni inaccettabili". "
Bisogna abituarsi ad essere rispettosi degli avversari, degli ospiti e dei connazionali. Anche perchè - ha aggiunto de Magistris -
negli stadi si deve dare un messaggio esemplare da un punto di vista etico considerando anche che, con le televisioni, le partite e le tifoserie vengono viste in tutto il mondo". Dal sindaco di Napoli è stato ricordato che "
quando si fa il tifo lo si deve fare per far vincere la propria squadra portando rispetto per gli ospiti e gli avversari". Si, dunque, del primo cittadino di Napoli alla decisione della giustizia sportiva di far giocare la prossima partita del Milan a porte chiuse. "
Le regole - ha affermato -
sono messe dall'ordinamento sportivo, se ci so no vanno rispettate. Credo - ha proseguito -
che dagli spalti non bisognerebbe offendere gli ospiti o un giocatore perchè ha la pelle di un colore diverso. È un concetto a cui bisognerebbe arrivare da soli, ma evidentemente - ha concluso -
in Italia ci sono persone stupide e le regole si applicano affinchè il tasso di stupidità diminuisca".
MALAGO' - "Non possiamo fare una discriminazione nella discriminazione. Non si può fare un discorso su chi ha la pelle di un altro colore e un altro su chi viene da un'altra città o parte del paese. Sarebbe paradossale. Di conseguenza, ci si deve uniformare a precise disposizioni dell'organismo internazionale". Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in merito al dibattito sulla modifica della norma sulla discriminazione territoriale dopo il turno a porte chiuse comminato al Milan. "Posso capire umanamente lo sfogo da parte del presidente di turno che è penalizzato e punito per un'esigua minoranza – prosegue il numero uno dello sport italiano, a margine della Giunta del Coni -. Io non vedo soluzione. Fifa e Uefa vanno verso questo diktat, l'unico modo che abbiamo è che il settore dello stadio interessato prenda provvedimenti nei confronti di chi penalizza la propria squadra".
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