Il consiglio federale sceglie Tavecchio e l'ex giocatore del Milan rispettivamente con 12 e 10 voti. Al presidente della Lazio 9 preferenze
ROMA - Tavecchio 12 voti, Albertini 10, Lotito 9: è l'esito della votazione del consiglio della Federcalcio sulla nomina dei due vicepresidenti. "È andata così, noi avevamo appoggiato il candidato della Serie A ma il verdetto è stato un altro. Una mezza vittoria? Qui non ci sono vittorie: bisogna sapere chi è di servizio e chi non è di servizio". Con queste parole il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Carlo Tavecchio, commenta la sua elezione alla carica di vicepresidente della Federcalcio e la sconfitta di Claudio Lotito, battuto nell'urna durante il Consiglio Figc di oggi dall'altro candidato, Demetrio Albertini.
PULVIRENTI - "C'e' stata una votazione regolare, purtroppo le Leghe insieme che avevano la maggioranza non hanno dimostrato di essere coese tanto che non siamo riusciti ad eleggere un vicepresidente, e questa non e' sicuramente una bella cosa, pero' il risultato e' questo e bisogna accettarlo". Sono le parole del presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, all'uscita dal Consiglio federale della Figc che ha portato alla nomina di Tavecchio e Albertini come vicepresidenti federali sancendo la sconfitta del patron della Lazio, Claudio Lotito, candidato per la Lega di Serie A. Soddisfatto invece per l'elezione di Albertini il consigliere in quota Aic, Simone Perrotta. "Un primo derby gia' vinto? Diciamo che noi abbiamo appoggiato il nostro candidato – ha risposto il centrocampista della Roma stuzzicato sulla rivalita' cittadina col numero uno della Lazio, Lotito – Crediamo in Albertini e credo sia un successo per tutto il calcio che un ex giocatore possa rappresentare una continuita' rispetto al quadriennio passato".
MACALLI - "Una vittoria della Lega Pro? Non c'è stata nessuna vittoria e nessuna sconfitta. È stata una competizione elettorale a cui hanno partecipato soggetti interessati e si è votato. Come disse un presidente del Coni: l'urna è un pò mignotta. E qualcosa è venuto fuori. Io avevo detto che avrei votato scheda bianca e così ho fatto". Il presidente della Lega Pro, Mario Macalli, commenta così l'elezione di Carlo Tavecchio e Demetrio Albertini alla carica di vicepresidenti federali avvenuta oggi nel consiglio Figc. Un esito elettorale in cui il presidente della Lazio, Claudio Lotito è il grande sconfitto. "Quando partecipi a una competizione puoi vincere e non vincere la democrazia è fatta di queste cose – ha detto il numero uno della terza Lega uscendo dalla sede romana della Figc -. Io non ho partecipato alla competizione per motivazioni personali e di Lega che avevo non da adesso. Ma l'esito non è contro Lotito perchè, secondo me, è il più bravo presidente in Serie A. Ha dimostrato di saper gestire un club come pochi. Ma un conto è gestire un club, essere presidente di due club, e un altro è venire a fare il vicepresidente della Federcalcio. Era più opportuno che si candidasse Beretta, come figura istituzionale, in quanto presidente della Lega A". A detta di Macalli, però, non ha inciso sull'orientamento del voto della Lega Pro il fatto che Lotito sia presidente della Lazio e della Salernitana. "Non è stato discriminante - ha assicurato -. Ma la deroga scadeva a dicembre. Sicuramente si arriva alla fine del campionato ma entro il 30 giugno il Consiglio federale la deve risolvere in una maniera o nell'altra: o si cambia la norma o deve lasciare l'altra squadra", ha concluso Macalli.
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