PRIMO PASSO - Nel 2016 verrà eletto il nuovo presidente dell'Aia, in termini elettorali il voto è dietro l'angolo, per questo bisogna muoversi per tempo. E così, poco prima delle vacanze di Natale (lo scorso 21 dicembre) a Salerno, sono state approvate le variazioni al regolamento dell'Aia. Alcune prettamente tecniche (e comunque meritevoli almeno di una riflessione), altre decisamente sostanziali e tutte dirette a garantire al Presidente dell'Aia una facile rielezione. Perché, altrimenti, abbassare la percentuale necessaria per il terzo mandato al 55 per cento, dal 66 per cento fissato nel vecchio regolamento? Solo perché così è nei principi ispiratori del Coni? Ma se non ne ha sentito il bisogno la Federcalcio, né con Abete prima (che ha sempre detto che non si sarebbe candidato per una terza elezione) né ora con Tavecchio (non avrebbe senso), perché dovrebbe sentirlo l'Aia? La risposta è semplice semplice... Fra l'altro, un terzo mandato alla presidenza non è previsto neanche negli Stati Uniti d'America che, a torto o a ragione, vengono considerati la culla della democrazia e della libertà.
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