L'ADDIO AL MANCHESTER - Lo scorso maggio, con una decisione a sorpresa, Ferguson si è ritirato per svolgere il ruolo di direttore/ambasciatore dello United. Un nuovo incarico che lo appaga pienamente. "Non ho nessun rimpianto, ho preso la decisione giusta nel momento giusto - le parole di Ferguson davanti ad una platea di giornalisti provenienti da tutto il mondo -. Non ho nessuna intenzione di tornare ad allenare, né lo United né tanto meno altre squadre". Come prima non era mai stato tentato di lasciare lo United. "Una volta mi ha cercato il Chelsea, per due volte la Fa mi ha offerto la panchina dell'Inghilterra. Mi sono bastati dieci secondi per dire di no. Poi proprio l'Inghilterra...come sarei potuto tornare in Scozia..". Smentita ogni ipotesi di clamoroso ritorno, Sir Alex ribadisce pieno sostegno al suo successore, David Moyes, alle prese con un avvio di stagione problematico. "Se c'è una squadra che può vincere il titolo con un simile ritardo in classifica è il Manchester United. E sono contento che (Wayne) Rooney sia tornato alla sua migliore forma". Parole di riconciliazione dopo mesi di gelo seguiti alla richiesta di Wazza, la seconda a distanza di tre anni, di essere ceduto. "Lo scorso anno non lo facevo giocare sempre perché non era in condizione, ma Wayne è un fantastico giocatore che può sempre fare la differenza quando sta bene". Rivelata l'ammirazione per Paolo Maldini ("Una volta ho chiesto a suo padre Cesare se c'erano possibilità che lasciasse il Milan, mi ha risposto di no"), Ferguson non si è sottratto alle domande scomode sulle grandi liti con David Beckham e Roy Keane. Ma se con Becks è tornato il sereno dopo i lancio dello scarpino, con l'irlandese la tensione resta palpabile. "Keane non ha accettato il trascorrere degli anni. E poi ci ha accusato di averlo scaricato. La verità è che voleva un pretesto perché noi gli facessimo causa per portarci in tribunale e arringarci contro i tifosi. Ma non gli abbiamo dato questo privilegio". Decisamente più conciliante il ritratto di Beckham. "È sempre stato un grandissimo atleta con tanta voglia di migliorare. Poi si è innamorato di Victoria e il calcio non è più stato una sua priorità. A quel punto abbiamo deciso di cederlo al Real Madrid. Non ho mai capito la scelta di andare a giocare per i LA Galaxy. Ma ha saputo reinventarsi di nuovo quando ha giocato per il Milan e il Paris Saint Germain. Comunque non posso che avere stima per lui, è un'icona in tutto il mondo e ha avuto tanto successo". Il presente di Ferguson si divide tra i campi di golf, le visite a cantine di vini in Italia e in Francia ("Il miglior vino me lo portava Mancini, splendide bottiglie di Sassicaia") e il calcio in tv: "Mi piace molto guardare la Bundesliga, è un calcio ben organizzato con gli stadi pieni e molto spettacolo. E Guardiola è un allenatore fantastico con una personalità magnifica".
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Ferguson esalta Lippi: «È stato il mio modello»
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