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Ancelotti sfida Simeone: «Sogno l'Undicesima»

Written By Unknown on Senin, 13 April 2015 | 23.45

MADRID - "Il vero obiettivo non è battere l'Atletico, ma sognare l'Undicesima, e il giudizio su di me dovrà essere dato a fine stagione, non dopo questo doppio confronto". È un Carlo Ancelotti più deciso del solito quello che parla alla vigilia di un derby che un derby che non può essere come gli altri. Queste due sfide tra Atletico e Real sono la rivincita della finale dello scorso anno a Lisbona, in cui le 'merengues' beffarono i 'cugini' prima pareggiando a tempo scaduto e poi dilagando nei supplementari, e anche se ora valgono solo per i quarti di finale, non si può fare finta di niente.

DERBY - Nella capitale spagnola non si parla d'altro, si comincia domani al Vicente Calderon e Ancelotti ammette che "affrontare Simeone, che ha dimostrato sotto tutti i punti di vista di essere un grande allenatore, per me è un onore, e anche un problema. Non abbiamo l'ossessione dell'Atletico, ma quella di passare questi quarti di finale sì, visto che sogniamo di vincere un'altra Champions. Quante possibilità abbiamo? Diciamo 50% a testa".

SIMEONE - "In alcune zone del campo il Real Madrid ha più talento individuale di noi. In un campionato le differenze si vedono, ma in uno scontro diretto le forze si possono equivalere. Entrambe le squadre giocheranno con grande intensità, e potranno trionfare. A centrocampo per loro sarà fondamentale la presenza di Modric. La mia formazione? Sicuramente giocheranno Oblak e Mandzukic". Il tecnico dell'Atletico Diego Pablo Simeone sottolinea la differenza tra le due squadre di Madrid che domani si affrontano nel primo dei due derby di Champions League. Sono la rivincita della finale dell'anno scorso? "Questa è una cosa diversa, una nuova eliminatoria - risponde Simeone -, con calciatori che nella scorsa stagione non c'erano. Oggi come allora tutti cercheranno di dare il meglio, e noi concentriamoci su ciò che ci aspetta domani". Cosa pensa delle parole di stima personale da parte di Ancelotti? "Lo ammiro molto, prima di tutto come uomo - dice Simeone - e poi come allenatore, è uno molto capace. Le sue idee non cambiano per una sconfitta e sono orgoglioso di sfidarlo. Ancelotti ha un'esperienza enorme e ha fatto bene dovunque è andato. Questo dice molto".

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Ancelotti: "Simeone? Un problema affrontarlo"


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De Rossi-Manolas, una giornata di stop

ROMA - Il giudice sportivo, dopo le partite del 30° turno di Serie A, ha squalificato per una giornata 16 giocatori, questo l'elenco: Giuseppe Biava e Luca Cigarini (Atalanta), Simone Missiroli (Sassuolo), Diego Novaretti e Luis Pedro Cavanda (Lazio), Marcelo Brozovic e Fredy Guarin (Inter), Carlos Carbonero (Cesena), Lorenzo Crisetig (Cagliari), Daniele De Rossi e Konstantinos Manolas (Roma), Guilherme (Udinese), Omar El Kaddouri (Torino), David Silva (Napoli), Felipe (Parma), Angelo Ogbonna (Juventus). Multa di 15mila euro alla Lazio per "un coro insultante per motivi di origine territoriale" dei tifosi biancocelesti durante il match vinto contro l'Empoli e di 3mila euro al Parma per il lancio di alcune bottiglie di plastica in campo.


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Milan: Destro, nessuna lesione. Solo una forte contusione

lunedì 13 aprile 2015

I controlli medici hanno escluso lesioni alla tibia sinistra per l'attaccante

ROMA - Solo una forte contusione per Mattia Destro. I controlli medici hanno escluso lesioni alla tibia sinistra per l'attaccante infortunatosi nella sfida di ieri sera con la Sampdoria. «AC Milan - si legge nella nota ufficiale del club - comunica che stamattina sono stati effettuati indagini strumentali e controlli medici su Mattia Destro presso l'Istituto ortopedico Galeazzi di Milano. La diagnosi è una forte contusione ossea alla tibia sinistra. I tempi di recupero saranno valutati in base all'evoluzione clinica».

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Uruguay in lutto, morto Eduardo Galeano

lunedì 13 aprile 2015

Lo scrittore, grande appassionato di calcio, aveva 74 anni

ROMA - Lutto nel mondo della letteratura. E' morto a Montevideo in Uruguay lo scrittore Eduardo Galeano. Considerato tra i massimi scrittori del Novecento, Galeano aveva 74 anni e si trovava ricoverato già dallo scorso venerdì per i problemi legati ad un cancro al polmone. Tra le sue opere più famose si ricordano "Le vene aperte dell'America Latina" e "Memoria del fuoco".

GALEANO E IL CALCIO
- Galeano, esiliato in Spagna per la sua opposizione alla dittatura militare, è stato anche un grande appassionato di sport, e del calcio in particolare. Tra le sue opere spicca anche "Splendori e miserie del gioco del calcio", libro dedicato proprio alla storia della sua grande passione. "Come tutti gli uruguagi, avrei voluto essere un calciatore -raccontava lo scrittore-. Giocavo benissimo, ero un fenomeno, ma soltanto di notte mentre dormivo; durante il giorno ero il peggior scarpone che sia comparso nei campetti del mio paese".

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Calciomercato, Mascardi: «Iturbe era del Napoli. Lo vogliono due squadre inglesi»

lunedì 13 aprile 2015

L'agente che ha fatto da intermediario tra Roma e Verona per il passaggio dell'attaccante ai giallorossi aggiunge: «Dall'Inghilterra sarebbero disposti a sborsare la stessa cifra spesa dalla Roma»

ROMA - Gustavo Mascardi, uno tra i mediatori di calciomercato più importanti e potenti del Sudamerica, che ha portato avanti la trattativa poi andata in porto tra Roma e Verona per Juan Manuel Iturbe, dichiara a Radio Crc: «Iturbe era del Napoli, poi una clausola relativa agli extracomunitari fece saltare l'affare. A giugno credo che resterà alla Roma, ma già due squadre inglesi sono interessate e sarebbero pronte a sborsare la stessa cifra investita dai giallorossi». Mascardi, che qualche settimana fa aveva criticato lo staff tecnico della Roma per, a detta sua, utilizzare in maniera sbagliata l'attaccante, ha poi aggiunto su Dybala: «Conosco il suo agente e vedrei bene il ragazzo a Napoli. Gliene parlerò a De Laurentiis, perché merita una grande squadra».

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Jardim: Juve favorita, è più forte dell'Arsenal

INVIATO A TORINO - Per Leonardo Jardim, 41 anni, portoghese, è la partita più importante della carriera. Il tecnico del Monaco, terzo in classifica nella Ligue 1, racconta la sua vigilia accanto ad Andrea Raggi, l'unico italiano della squadra del Principato.

Signor Jardim, come stanno Toulalan e Carvalho?
«Stiamo valutando, domani decideremo se utilizzarli o meno».
  
La sua squadra rende di più quando è un outsider?
«Il Monaco si è qualificato per i quarti di finale per meriti suoi eliminando una grande squadra come l'Arsenal, nel girone siamo arrivati primi: meritiamo il rispetto di essere considerati una grande squadra e non un outsider».
  
Quante percentuali dà alla sua squadra di passare il turno?
«La Juve ha una grande qualità e una grande esperienza, tutti i giocatori della Juve hanno un bel curriculum e tutti hanno più di 23 anni, per questo sono favoriti. Rispetteremo l'avversario, cercando però di giocare come sappiamo».
  
Per il Monaco sarà una sfida più complicata rispetto all'Arsenal?
«Sì, sarà più difficile perché la Juve è più forte dell'Arsenal che non è ai quarti, mentre la Juve si è qualificata. La differenza è questa».
  
Ha scelto l'attaccante per domani sera? Martial può diventare un giocatore di livello internazionale?
«E' un giovanissimo, ha 19 anni, è migliorato tanto durante questa stagione e ha ancora un grande potenzialità di crescita, può arrivare molto in alto».
  
Dirar gioca più in Champions che in campionato. C'è una ragione?
«E' un giocatore importante sia per la Champions che per il campionato, lavora tanto come intensità in tutte le partite, è sempre presente nel gioco, può fare la differenza per noi».
  
Tevez è il pericolo numero uno? Avete previsto un trattamento particolare per lui?
«E' il capocannoniere della Serie A, ma io non vedo il calcio come qualcosa di individuale, per me conta il collettivo. Ha grandi qualità ed esperienza e dovremo prendere le nostre precauzioni, è importante per la Juve, che però ha anche un grande portiere, la migliore difesa della Serie A e un centrocampo fortissimo».
  
Quando le dicono che il Monaco gioca all'italiana lo prende come un complimento?
«Il Monaco gioca in modo organizzato, in modo collettvo, sia in fase difensiva che offensiva. Tutti i giocatori hanno compiti precisi. Il Monaco è vicino alla Juve nel modo di giocare quando non ha la palla, in questo siamo simili».
 


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Raggi: Tevez è il pericolo numero uno

INVIATO A TORINO - Andrea Raggi è l'unico italiano della squadra del Principato, ha giocato insieme a Marchisio nell'Empoli 2007-08, una squadra che aveva anche Giovinco e Abate, ma finì la stagione con una retrocessione in B...
  
Raggi, il Monaco deve giocare questa partita nello stesso modo in cui ha giocato con l'Arsenal?
«Sarà difficile, ma giocheremo come contro l'Arsenal, con la stessa concentrazione».
  
Per lei questa sfida è una piacere o una rivincita?
«Giocare un quarto di Champions è una grande soddisfazione, contro un'italiana vale il doppio, contro la Juve il triplo. Ma non la considero una rivincita».
  
La stagione europea del Monaco è già fantastica. Questa partita è come un bonus?
«No, per noi è una partita importante, il Monaco giocherà per vicere, alla pari della Juve, senza paura e senza timori. Non è un bonus, non è un regalo che ci siamo fatti. Non siamo qua perché siamo stati fortunati ma perché ce lo siamo meritato».
  
L'assenza di Pogba sarà pesante?
«A Dortmund la Juve ha fatto una grande partita anche quando lui è uscito. Non nego che sia un'assenza pesante, ma chi gioca al suo posto non farà sconti».
  
La maglia azzurra è un suo obiettivo? Chi gioca all'estero di solito è un po' trascurato: lei si sente trascurato?
«Domani giocheremo su un grande palcoscenico, ma io ho 30 anni, non sono mai stato convocato, la speranza ce l'ha chiunque, se viene bee, sennò non è un problema. Comunque Conte guarda tutti i campionati, se meriterò una chiamata in Nazionale sarò facile».
  
Quando è stata sorteggiata la Juve abbiamo visto un video con i suoi compagni che ridevano. Erano contenti?
«Non ho visto quel video. La Juve è una grande squadra e non credo che i miei compagni abbiano festeggiato...».
  
Lei ha giocato con Marchisio, si sarebbe aspettato una carriera del genere?
«Marchisio è un top player, a Empoli sono stato un anno con lui, ero convinto che sarebbe diventato un grande giocatore. E' uno completo, sarà un pericolo per noi».
  
La Juve è più forte dell'Arsenal?
«Sì, in questo momento è più forte, però parliamo di due grandi squadre».
  
Lei da bambino era interista, la sua famiglia juventina...
«Sono cresciuto con un nonno interista e il resto della famiglia juventina, il nonno mi ha contagiato un po', ma non sono tifoso di nessuna squadra e domani i miei tiferanno Monaco».
  
Quali sono le armi del Monaco?
«La nostra forza è il nostro gruppo e i nostri giovani che domani devono giocare con la stessa spensieratezza che avevano nel duello con l'Arsenal. Noi entreremo in campo con la massima tranquillità».
  
Lei giocherà contro Tevez...
«E' un grandissimo attaccante, ha fatto la differenza nella Juve, è il pericolo numero uno, ci vuole concentrazione per 90'».
 


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Roma, Florenzi: «Forse dobbiamo cominciare a lamentarci...»

Written By Unknown on Minggu, 12 April 2015 | 23.45

domenica 12 aprile 2015

«Gol di Maxi Lopez? Nel dubbio ci fischiano contro. Siamo in ripresa, se continuiamo così arriviamo secondi»

ROMA - "Spero che i tifosi non prendano per brutta questa partita, se giochiamo così tutte le altre partite la Roma arriva seconda": così Alessandro Florenzi a Sky dopo il pareggio della Roma a Torino che ha consegnato ai 'cuginI' laziali il momentaneo secondo posto in classifica. "Abbiamo fatto tanto in questa partita, siamo in ripresa", le parole dell'esterno giallorosso che polemizza sul gol del pareggio granata viziato - secondo i giallorossi - da una palla già uscita: "Non so se la palla era fuori, ma quando c'è un dubbio, la decisione è sempre contro di noi. Forse è il caso che ci lamentiamo anche noi, così ci daranno qualche decisione a favore...".

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Sorride il Palermo, l'Udinese ora è in crisi

INVIATO A UDINE - Il Palermo è tornato alla vittoria dopo 6 gare e ha chiuso una crisi che stava infastidendo non poco il patron Zamparini. Continua invece ad essere delicata la situazione dell'Udinese: la panchina di Stramaccioni traballa e, nonostante il ritiro punitivo dopo il ko contro il Parma, ieri è arrivata la quinta sconfitta nelle ultime 9 giornate (appena 6 punti raccolti). I rosanero hanno dominato la partita: nei primi minuti hanno  lasciato sfogare i padroni di casa, ma poi hanno preso il controllo delle fasce e del ritmo. L'eurogol di Lazaar ha messo la partita come Iachini sperava, ma i rosanero sono stati bravi ad andare avanti con la pressione alta per impedire agli avversari di ripartire. Il resto lo ha fatto la premiata ditta Vazquez-Dybala che ha confezionato il 2-0 di Rigoni, al sesto centro in campionato. Il Friuli ha iniziato a contestare e per Stramaccioni al 45' la punizione sarebbe potuta essere anche più pesante se Dybala, a porta vuota dopo aver saltato Karnezis, non avesse colpito il palo. Nella ripresa l'Udinese ha provato la difesa a 4 ed il tridente, ma il Palermo non ha perso colpi e non ha rischiato praticamente niente. Anzi, i siciliani hanno chiuso il match con il 3-0 di Chochev al termine di un'azione iniziata da un tacco di Vazquez e rifinita dal cross di Rispoli. L'Udinese ha trovato il gol della bandiera con l'eterno Di Natale, l'unico a lottare fino alla fine, ma non ha potuto evitare gli impietosi fischi dei suoi tifosi che si aspettavano una seconda metà di stagione molto diversa dall'attuale.

Udinese-Palermo 1-3
UDINESE (3-5-2): Karnezis; Piris (1'st Perica), Danilo, Wague; Widmer, Allan, Pinzi, Guilherme (34'st Aguirre), Gabriel Silva; Thereau (24'st Badu); Di Natale. A disp. Scuffet, Meret, Domizzi, Bubnjic, Pasquale, Badu, Fernandes, Hallberg, Zapata, Geijo. All. Stramaccioni.
PALERMO (3-5-1-1): Sorrentino; Vitiello, Gonzalez, Andelkovic; Rispoli, Rigoni, Jajalo (22'st Bolzoni), Chochev, Lazaar; Vaquez (28'st Belotti, 40'st Maresca); Dybala. A disp. Ujkani, Milanovic, Terzi, Ortiz, Daprelà, Joao Silva, Della Rocca, Quaison, Bentivegna. All. Iachini.
ARBITRO: Tommasi di Bassano del Grappa; guardalinee: La Rocca e Valeriani; arbitri d'area: Calvarese e Pasqua; quarto uomo: Meli.
RETI: 15'pt Lazaar (P) 21'pt Rigoni (P), 21'st Chochev (P), 36'st Di Natale (U)
ASSIST: Dybala (P), Rispoli (P), Allan (U)
AMMONITI: Danilo (U), Guilherme (U), Aguirre (U) per gioco falloso
NOTE: spettatori 10.000 circa; recuperi: 1'pt, 3'st; calci d'angolo: 6-3 per l'Udinese.


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Il Napoli risorge e vince, e arriva il "sorpassino"

NAPOLI - Il «sorpassino» eccolo qua (il sorpasso è quello della Lazio sulla Roma): 3-0 alla Fiorentina, classifica accorciata, una posizione guadagnata (aspettando Milan-Sampdoria, potrebbero essere due): il Napoli è risorto dalle sue ceneri, sbaranzzandosi del fantasma della Fiorentina, surclassandola, perché ci sarebbe anche un altro gol di Higuain (palla dentro, su tiro dai venticinque metri che sfugge all'addizionale Di Bello) e un rigorino (fallo di Savic su Maggio a gara quasi finita).

Il primo caldo invita a prendersela comoda (ma non troppa), niente scatti prolungati, anche perché la paura è per entrambe: il Napoli scappa via in fretta, al ventitreesimo, su un capolavoro di Mertens, che di collo va a pescare l'angolo lontano di Neto. Poi governa, amministra anche il timore di sbagliare, non rischia nulla e dilaga nella ripresa: prima, però, ci sarebbe il 2-0, quando el pipita ci prova dalla distanza e ci riesce, la palla è oltre la linea bianca, ma non ci sono telecamere a disposizione della sestina arbitrale, che certo ci mette del suo. Ripresa: solo Napoli, la Fiorentina non si vede, non si trova; raddoppia Hamsik su imbucata di Callejon - rinato - e la archivia proprio Callejon, su assist notevole di Insigne. Finisce 3-0 e per la Fiorentina non è un gran momento, lo stesso risultato di martedì sera con la Juventus; lo diventa per il Napoli, fuori dal tunnel e di nuovo dentro la battaglia: si continua tra quattro giorni a Wolfsburg, standosene in silenzio (per ora) e tornandosone a casa stasera, per poi tornare in ritiro da domani mattina.


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