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Juve, Barzagli sicuro: «Inter rivale scudetto»

Written By Unknown on Kamis, 01 November 2012 | 23.45

Il difensore bianconero: «È una grande squadra e in prospettiva può essere in corsa per il titolo perché ha una rosa importante»

TORINO - "L'Inter? È una grande squadra e in prospettiva può essere la rivale scudetto perchè ha una rosa importante". Andrea Barzagli, in esclusiva dai microfoni di Sky, incorona così la rivale di sabato, alla quale, se potesse scegliere, toglierebbe Milito, "fortissimo in tutto e temibilissimo". E la Juventus, può dominare come fece l'Inter di Mourinho? "Mi sembra una parola un po' grossa, rispetto a quello che fece quella Inter, anche perchè questo è il primo anno in cui ci danno per favoriti".


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Il Siena va in ritiro. Ultimatum a Cosmi?

SIENA - Dopo la sconfitta di Cagliari, il Siena va in ritiro. E' quanto è stato deciso dalla società toscana in mattinata, al rientro dei giocatori dalla trasferta sarda. La squadra di Serse Cosmi, ora "osservato speciale", terminato l'allenamento, resterà in ritiro fino alla partita con il Genoa.


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Pescara in ritiro, Stroppa a rischio

La società adriatica ha mandato la squadra nelle Marche, col Parma sfida decisiva per il tecnico

PESCARA - Notte fonda in casa abruzzese. La sconfitta di Verona con il Chievo ha reso sportivamente drammatica la situazione, sono tutti in discussione, a cominciare dalla guida tecnica, Giovanni Stroppa. La società ha deciso di far partire la squadra per il ritiro, da questa mattina saranno tutti a Colli del Tronto (Ascoli Piceno), dove i biancazzurri resteranno fino alla vigilia della gara di domenica prossima all'Adriatico (ore 12:30) contro il Parma. Sedute d'allenamento a porte chiuse, serve concentrazione alla squadra, per mister Stroppa sarà una partita decisiva, un altro passo falso potrebbe essergli fatale.


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Stramaccioni bene bene... numeri come Mourinho

Numeri come Mourinho: il tecnico romano dell'Inter, nelle prime 19 giornate di serie A della sua carriera - 9 la scorsa stagione, 10 in quella attuale - ha messo insieme 13 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte con una media punti-partita di 2,15

ROMA - «Strama, Strama... bene bene». Lo disse Cassano al tecnico dell'Inter qualche mese fa, ce lo raccontò proprio Stramaccioni in un forum al Corriere dello Sport- Stadio. Ora i paragoni si sprecano, ma hanno anche l'avallo dei numeri: Andrea Stramaccioni come Josè Mourinho. Il tecnico romano dell'Inter, nelle prime 19 giornate di serie A della sua carriera - 9 la scorsa stagione, 10 in quella attuale -, ha messo insieme 13 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte con una media punti-partita di 2,15. Mourinho nelle prime 19 giornate del campionato 2008/09 aveva un bilancio di 13 vittorie (le stesse di Stramaccioni), 4 pareggi e 2 sconfitte, con una media punti-partita di 2,26, appena un +0,11 rispetto al giovane collega.

L'Inter di Stramaccioni, con 8 vittorie consecutive Europa inclusa, è salita al secondo posto in classifica con 24 punti, +13 rispetto all'anno scorso. Proprio per tornare al tema Mourinho, bisogna risalire al 2009/10, anno del 'tripletè, per ritrovare un Inter migliore dopo 900' di campionato: allora, con il portoghese alla guida tecnica, l'Inter era capolista con 25 punti. Mourinho chiuse le 76 partite di campionato sommando le stagioni 2008/09 e 2009/10 con un bilancio di 49 vittorie, 19 pareggi ed 8 sconfitte, media punti di 2,18.

STRAMA BENE BENE - ECCO IL VIDEO DEL FORUM AL CORRIERE DELLO SPORT-STADIO


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Napoli, migliora Cavani: con il Toro vuole esserci

Il Matadar del Napoli è costantemente monitorato dallo staff medico del Napoli. Si tenta il recupero per la gara casalinga di domenica contro il Torino

NAPOLI – Da quando c'è Mazzarri sulla panchina partenopea, non esisteva una tale differenza tra il rendimento casalingo e quello in trasferta: 2 vittorie, un pareggio e 2 sconfitte, compreso il ko di ieri sera a Bergamo. Così il ritorno al San Paolo (domenica, ore 15) contro il Torino è visto come un possibile riscatto immediato.

Questa mattina a Castelvolturno, gli uomini di Mazzarri sono scesi sui campi del centro sportivo per affrontare l'impegno di domenica. Seduta di scarico per quelli impegnati ieri a Bergamo, il resto della rosa ha disputato una partitella a campo grande contro la Primavera. Cavani ha svolto delle terapie per il risentimento al muscolo della gamba destra, poi corsa e lavoro specifico sul campo. Palestra e terapie per Zuniga. Per domani è prevista la seduta pomeridiana.


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Rossi: «In Yamaha sarò il numero 2»

Il Dottore tornerà in Yamaha accanto a Jorge Lorenzo, campione del mondo della MotoGp con una gara di anticipo a Phillip Island

ROMA - L'avventura di Valentino Rossi in Ducati sta per finire. A metà novembre il Dottore tornerà in Yamaha accanto a Jorge Lorenzo, campione del mondo della MotoGp con una gara di anticipo a Phillip Island. «Lorenzo sta andando molto forte e in Yamaha sarò come Marquez con Pedrosa, il numero 2. - ha spiegato Rossi -  Questo può essere un vantaggio, nel senso che non ho nulla da perdere. Se dovessi trovarmi davanti a Jorge sarà quasi una sorpresa». 

IN DUCATI PERSONE ECCEZIONALI - Il nove volte campione del mondo, comunque, saluta senza critiche la sua avventura alla Ducati. «Sono stato molto bene e ho trovato persone davvero eccezionali - ha detto - Soltanto i risultati sono stati un fallimento». Rossi, infine, non si sbilancia su Andrea Dovizioso, che nella prossima stagione farà coppia con Nicky Hayden in Ducati: «E' un pilota forte ed esperto, ma ha sempre guidato una Honda o una Yamaha», ha concluso. 


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Pezzella, il River Plate chiede quindici milioni

Written By Unknown on Rabu, 31 Oktober 2012 | 23.45

E' argentino, ha ventuno anni, è un difensore centrale e ha anche il passaporto italiano. E' la nuova scoperta del club di Buenos Aires: il presidente Daniel Passarella l'ha blindato con un contratto fino al 2016. Piace al Bayern Monaco. E' stato lanciato dal tecnico Matias Almeyda, ex mediano di Lazio, Parma, Inter e Brescia

ROMA - La percentuale di errore è molto bassa: i difensori argentini si sono sempre adattati con grande facilità ai sistemi del calcio europeo. E' difficile che soffrano l'impatto con un ambiente diverso. Il segreto non va ricercato solo nella loro capacità di inserimento. Incidono anche altri fattori: il carattere, l'abitudine alle pressioni, i metodi di lavoro e la preparazione tattica. Daniel Passarella è stato il primo esempio importante, all'estero, di una scuola che ha saputo lasciare un'impronta. Ha alzato una Coppa del Mondo nel 1978 con la nazionale guidata dal ct Luis Cesar Menotti, in attesa di sbarcare in Italia nel 1982 e di entrare nel cuore dei tifosi della Fiorentina e dell'Inter. L'Argentina ha regalato difensori di spessore in ogni epoca: prima di Passarella, era stato il turno di Silvio Marzolini, terzino sinistro del Boca Juniors dal 1960 al 1972, e di Roberto Perfumo, stopper del Racing Club, del Cruzeiro e del River Plate dal 1961 al 1979. Una tradizione proseguita con successo da Osvaldo Piazza (lanciato dal Lanùs e protagonista in Francia con il Saint Etienne negli anni '70) e da Jorge Olguin (ex San Lorenzo, Independiente e Argentinos Juniors). Il simbolo più recente è Walter Samuel, che ha dominato la scena nel suo ruolo per un decennio. L'Argentina è un marchio di qualità. E l'ultimo colpo in ordine cronologico l'ha messo a segno la Fiorentina, prendendo in estate a parametro zero Facundo Roncaglia, classe 1987, cresciuto nel Boca Juniors e passato per l'Estudiantes. Una scelta brillante, quella dei dirigenti viola, che non si sono fatti condizionare dalla precedente esperienza un po' complicata che "El Torito", come viene soprannominato il ragazzo di Chajari (provincia di Entre Rios), aveva vissuto a Barcellona nel 2009 con la maglia dell'Espanyol.

LA CLAUSOLA - Non è soltanto una terra di artisti (da Maradona a Messi) e di centravanti straordinari (da Batistuta a Crespo e Higuain): l'Argentina ha dimostrato nel tempo di saper costruire anche difensori di qualità. Il River Plate, che è appena uscito dall'incubo di una stagione in serie B, sta valorizzando un centrale di buone prospettive. Sono già cominciate le manovre intorno al cartellino di German Alejo Pezzella, ventuno anni, blindato dal presidente Daniel Passarella con una clausola di rescissione da quindici milioni di euro. E' il leader della Nazionale Under 20, ha vinto una medaglia d' argento ai Giochi Panamericani di Guadalajara (Messico) nel 2011 e dall'inizio di gennaio è diventato titolare nella squadra allenata da Matias Almeyda, ex mediano di Lazio, Parma, Inter e Brescia. Pezzella ha personalità, si muove con ordine, è il classico centrale che organizza il reparto e lavora anche in fase di impostazione. E' veloce nei recuperi, salta bene di testa, prende in consegna la prima punta, è forte nell'anticipo e riesce a gestire con disinvoltura anche le situazioni più delicate. E' un destro naturale, ha la tecnica di un centrocampista, è nato a Bahia Blanca, in provincia di Buenos Aires, il 27 giugno del 1991. E' alto un metro e 83, pesa 76 chili e ha acquisito di recente il passaporto italiano. Ha cominciato la sua carriera nel settore giovanile dell'Olimpo. Poi, all'età di quattordici anni, ha superato il provino con il River Plate, che l'ha soffiato agli storici rivali del Boca Juniors. Il primo allenatore a convocarlo nella squadra maggiore è stato Nestor Gorosito, che l'ha inserito nel gruppo in occasione di una tournée in Canada, mandandolo in campo nelle amichevoli con il Toronto, l'Everton e il Montreal Impact (attuale club di Nesta e Di Vaio). Poi ha proseguito la sua scalata con il tecnico Angel Cappa.

IL CT SABELLA - Dopo aver ceduto Erik Lamela alla Roma nell'estate del 2011, il River ha iniziato a creare le basi per un'altra plusvalenza. Pezzella viene seguito dal Napoli, dal Valencia e dal Liverpool. Nelle ultime ore si è fatto avanti con decisione il Bayern Monaco. La Lazio aveva provato a bloccarlo, un anno e mezzo fa, nel quadro della trattativa legata alla cessione in prestito di Carrizo al River Plate. Il ct dell'Argentina, Alejandro Sabella, lo considera il difensore centrale più promettente a livello di Under 21. Pezzella era stato già preso in considerazione dal precedente ct Sergio Batista, che lo aveva chiamato alla vigilia di un'amichevole con il Paraguay. Pezzella è il capitano della selezione Under 20, affidata a Walter Osvaldo Perazzo, e si è distinto nel Mondiale di categoria del 2011 che si è svolto in Colombia ed è stato vinto dal Brasile di Oscar in finale contro il Portogallo. Ha firmato un contratto con il River Plate fino al 2016 e Almeyda ha cominciato a dargli spazio già durante l'avventura in "Primera B Nacional", facendolo esordire da titolare per novanta minuti lo scorso 2 marzo contro il Quilmes (0-0). Pezzella è stato la sorpresa del 2012 in casa River Plate e ha trovato posto nella Top 11 di questa prima parte del torneo "Inicial" (che ha sostituito il nome di "Apertura"). Sette le presenze in campionato, ha segnato anche un gol alla quinta giornata (3 settembre 2012) contro il Colon (1-1). Domenica scorsa è stato uno dei protagonisti del derby con il Boca Juniors, pareggiato in modo rocambolesco dal River Plate, dopo che la squadra di Almeyda si era portata sul 2-0 grazie ai gol di Ponzio e dell'attaccante uruguaiano Mora, ex Penarol, arrivato a Buenos Aires in prestito dal Benfica. Una sfida rovinata da un rigore di Santiago Silva, ex Fiorentina, e da una rete allo scadere del centrocampista Erviti.

Stefano Chioffi


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Stoner e il ritiro: «Nessun ripensamento»

L'australiano ha ribadito la sua decisione qualche giorno dopo la vittoria a Phillis Island

SYDNEY - Subito dopo la vittoria a Phillis Island si è lasciato trasportare dall'entusiasmo: «Chissà, magari potrei anche ripensarci e tornare a correre». A mentre fredda, invece, Casey Stoner ha confermato di non avere ripensamenti riguardo al suo ritiro: «Dovrebbero arrivare drastici cambiamenti per farmi riconsiderare la questione - ha detto il pilota della Honda - Ovviamente non si può mai dire, ma in questo momento non ci penso proprio. Non ho intenzione di tornare sui miei passi ogni due minuti».

MANCANZA Nessun tentennamento, anche se Stoner ammette: «Sicuramente mi mancheranno alcune cose. Ho tanta considerazione per Lorenzo e Pedrosa, ci ho corso per tutta la carriera e abbiamo lottato insieme per anni. Quindi qualcosa mi mancherà, anche se io continuerò a guardarli e verrò anche ad assistere a qualche gara».


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Ritardo treno per la Roma. Proteste dei passeggeri

PARMA - Fa discutere la 'fermata straordinaria' del Frecciarossa che ieri ha portato i giocatori della Roma dalla capitale a Parma, dove la squadra è impegnata questa sera in campionato. Tutto previsto secondo Trenitalia che con la società giallorossa, così come con altre squadre di serie A, ha firmato nelle scorse settimane un accordo di collaborazione per alcune trasferte. Ma la rabbia dei passeggeri è montata presto su internet, via Facebook e Twitter: quasi tutti si sono lamentati del ritardo (quaranta minuti secondo le testimonianze) e dell'assenza di segnalazioni nelle stazioni. Del caso si è occupato anche il Codacons che ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura di Parma, chiedendo "di aprire un'indagine per il reato di interruzione di pubblico servizio". L'associazione si è rivolta anche alla Regione Emilia-Romagna, auspicando "una sanzione nei confronti di Trenitalia, in relazione all'ingiusta prevaricazione a danno degli utenti". Trenitalia, attraverso Federico Fabretti dell'ufficio stampa, ha precisato: "Il ritardo è stato di 19 minuti, di cui 14 dovuti al traffico ferroviario". In ogni caso sembra che sarà rimborsato ai passeggeri il 25% del prezzo dei biglietti.


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Domenicali: Ferrari come l'Italia del Mundial

Il team principal sprona il team con un paragone: «Nell'82 non avevamo la squadra più forte, ma vincemmo la Coppa del Mondo»

MARANELLO - «E' chiaro che al momento la Red Bull ha una vettura migliore. Ma cosa possiamo dire? Non possiamo piangerci addosso, dobbiamo lavorare duro. Punto». Stefano Domenicali non cerca scuse per le ultime e decisive gare della stagione di Formula 1. Nonostante le difficoltà della Ferrari, il team principal vuole che la squadra rimanga ottimista sulle sue possibilità: «Io lo sono sempre. Non serve a nulla essere negativi e noi siamo in grado di massimizzare quello che abbiamo. Ammettere che ora la Red Bull è migliore non vuol dire cambiare il nostro approccio. Dico sempre alla squadra di pensare alla Coppa del Mondo dell'82. L'Italia non era la più forte, ma vinse lo stesso».

FARE IL MEGLIO CHE SI PUO' «Ho detto ai miei ragazzi - continua Domenicali - che quando si lotta bisogna essere coraggiosi e usare tutto quello che si ha a disposizione al meglio possibile. Ci sono anche altri che stanno combattendo e noi li rispettiamo, ma fino all'ultimo non gli renderemo la vita facile».


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